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Psicologa e psicoterapeuta
La psicologa Elisa Caponetti spiega come ridurre lo stress da smartphone, migliorare il benessere mentale e riscoprire il valore del tempo offline.
L’estate dovrebbe essere il momento in cui rallentare, recuperare energie e concedersi una pausa dalla routine. Eppure, basta osservare una spiaggia o un sentiero di montagna per accorgersi di un paradosso sempre più diffuso: cambia il panorama, ma lo sguardo resta incollato allo schermo dello smartphone. Secondo la psicologa Elisa Caponetti, il problema riguarda ormai tutte le fasce d’età . «Vediamo ogni giorno quanto l’iperconnessione logori la salute mentale non solo dei più giovani, ma anche degli adulti. Tra e-mail di lavoro, notifiche e scroll compulsivo sui social, la nostra mente è costantemente reperibile e inevitabilmente affaticata».
Le vacanze rappresentano quindi l’occasione ideale per ristabilire un rapporto più sano con la tecnologia. «Non si tratta di bandire lo smartphone, ma di riprenderci il nostro tempo, la nostra serenità e la possibilità di vivere davvero il presente», sottolinea la psicologa. Ma come fare? Ecco 5 dritte imprescindibili!
Il primo passo consiste nel liberarsi dalla necessità di essere sempre raggiungibili, soprattutto per motivi di lavoro. «Quando portiamo il lavoro a tavola o in spiaggia attraverso lo smartphone, non stiamo solo rinunciando a rigenerarci, ma stiamo anche trasmettendo ai nostri figli un messaggio silenzioso: che il mondo virtuale ha la priorità su quello reale. Ritrovare il nostro equilibrio è il primo passo per aiutare anche loro a fare lo stesso».
Per riuscirci bastano alcuni semplici accorgimenti: impostare una risposta automatica alle e-mail indicando il periodo di assenza e, se proprio necessario, dedicare un solo momento della giornata (ad esempio 15 minuti al mattino) al controllo della posta, evitando di riaprire le applicazioni lavorative per il resto della giornata.
Anche le continue interruzioni generate dalle notifiche contribuiscono ad alimentare stress e distrazione. «Le notifiche sono progettate per catturare la nostra attenzione attraverso continui picchi di dopamina, frammentando la concentrazione e rendendoci meno capaci di un ascolto profondo ed empatico verso chi ci circonda», spiega Caponetti.
Il consiglio è quello di fare pulizia prima della partenza, disattivando le notifiche di social network, applicazioni di notizie e chat non indispensabili. «Lasciare attive soltanto le telefonate significa riscoprire una comunicazione più immediata, autentica e priva di filtri».
Ci sono luoghi e momenti che meritano di tornare a essere liberi dai dispositivi digitali. «Trascurare chi abbiamo davanti per controllare il telefono non è un’esclusiva degli adolescenti. Succede molto spesso anche agli adulti. Esistono, però, spazi che devono tornare a essere sacri».
Per questo la psicologa suggerisce di bandire lo smartphone dalla tavola durante i pasti e dalla camera da letto durante la notte. «Sostituire il telefono sul comodino con una semplice sveglia analogica evita il cosiddetto vamping, cioè l’abitudine di restare svegli al buio a scorrere i social o guardare video fino a tarda notte. Molti adulti lo fanno per ritagliarsi un momento tutto per sé dopo una giornata intensa, ma il risultato è un sonno frammentato e un risveglio con meno energie. Lasciare il telefono in un’altra stanza protegge il riposo e l’equilibrio emotivo di tutta la famiglia».
Durante le vacanze lo smartphone viene spesso utilizzato per riempire ogni momento vuoto. Eppure, proprio quei momenti possono diventare preziosi. «La mente ha bisogno anche di non produrre nulla per rigenerarsi». Un libro, una rivista di enigmistica, un mazzo di carte o un gioco da tavolo possono rappresentare valide alternative. «Permettere alla mente di annoiarsi un po’, davanti al mare o immersi nella natura, non significa perdere tempo. È proprio in quei momenti che si riattivano la creatività e la capacità di riflettere su se stessi».
Infine, il digital detox passa anche da un rapporto più sano con i social network. «Spesso cadiamo nella trappola di voler dimostrare il successo delle nostre vacanze attraverso post e storie. Abbiamo la paura, spesso inconscia, di non essere abbastanza se non condividiamo tutto online».
La vera disconnessione, invece, consiste nel vivere le esperienze senza sentirsi obbligati a documentarle. «La vera disintossicazione inizia quando riscopriamo la gioia di perderci quello che fanno gli altri e, soprattutto, di non dover esibire continuamente la nostra vita. Vivere il presente senza il filtro della fotocamera ci restituisce una libertà immensa: quella di esistere per noi stessi e non per il feed dei social».
Custodire un panorama, una cena o un tramonto soltanto per sé e per le persone presenti rende quel ricordo ancora più autentico e significativo. In fondo, disconnettersi dagli schermi non significa isolarsi dal mondo, ma fare esattamente il contrario. «Il digital detox estivo è uno dei regali più preziosi che possiamo fare a noi stessi per ritrovare equilibrio e salute mentale. Ed è anche il miglior esempio concreto che possiamo offrire a chi ci osserva ogni giorno», conclude Elisa Caponetti.
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