Stop alle tensioni cervicali? Ecco i segreti da provare
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Osteopata e massoterapista
Tra le cause delle tensioni cervicali ci sono una postura scorretta e lo stress. Ma per sentirsi meglio, le soluzioni esistono!
Mal di collo, tensione alla cervicale, rigidità muscolare: sempre più persone soffrono di questi disturbi, spesso a causa di posture scorrette, stress e abitudini sbagliate. Lavorare molte ore al computer, usare lo smartphone senza accorgersi della posizione della testa o dormire su un cuscino inadatto possono aggravare il problema. Ma come possiamo correggere le cattive abitudini e ridurre il dolore? L’osteopata Marco Cofano ci guida alla scoperta delle cause e delle soluzioni per migliorare la postura e sentirsi meglio ogni giorno.
«ANCHE UN UTILIZZO SCORRETTO DELLO SMARTPHONE CONTRIBUISCE ALLA TENSIONE MUSCOLARE»
Le cause della tensione cervicale sono molteplici e spesso legate alle routine quotidiane. «La postura scorretta è tra le principali responsabili, soprattutto per chi lavora in smartworking o passa molte ore davanti al computer», spiega l’osteopata Marco Cofano. «Un errore comune è appoggiare il polso sulla scrivania mentre si digita, quando invece dovrebbe essere il gomito a sostenere il peso, evitando tensioni muscolari inutili». Altri fattori di rischio includono problemi alla vista, come la presbiopia o l’ipermetropia non corrette, che portano le persone ad allontanare lo schermo o il libro per leggere, aumentando lo sforzo sulla cervicale. Anche la salute della bocca può incidere: il bruxismo, ossia il digrignare i denti o serrare la mascella, può contribuire alla tensione. «Chi stringe i denti durante il giorno o la notte sovraccarica la muscolatura cervicale. In questi casi, un byte può essere utile per alleviare il problema», aggiunge Cofano.
Dalla postazione di lavoro al sonno, passando per l’uso dello smartphone, la postura influisce notevolmente sulla salute del collo. «Quando siamo seduti, dobbiamo assicurarci che lo schermo sia all’altezza degli occhi e che la schiena sia ben sostenuta. Anche in piedi, è importante evitare di inclinare il capo in avanti per guardare il telefono», sostiene il nostro esperto. E che dire dello stress e delle emozioni? Giocano un ruolo chiave: «Piangere, arrabbiarsi o vivere situazioni di forte tensione porta a contrarre involontariamente i muscoli cervicali». E ancora: «Chi è ansioso o stressato tende a irrigidire il collo e le spalle, mentre chi è depresso ha una postura chiusa, con il capo abbassato. Tutto questo crea una tensione costante sulla muscolatura cervicale».
«Il cuscino ideale dipende dalla posizione in cui dormi»
Esistono piccoli accorgimenti e semplici esercizi per ridurre la tensione e migliorare la postura. «Uno molto utile è alzare le spalle e poi lasciarle cadere rilassandole. Questo aiuta a percepire la tensione accumulata e a rilasciarla. Ripetendolo più volte al giorno, il corpo imparerà a rilassarsi in modo naturale e prenderemo coscienza delle esigenze del corpo rendendoci conto in maniera automatica». E per quanto riguarda il riposo? «Il cuscino ideale dipende dalla posizione in cui si dorme. Se si dorme di lato, il cuscino dovrebbe avere uno spessore pari alla distanza tra l’orecchio e l’apice della spalla.
Se si dorme a pancia in giù, sarebbe preferibile evitarlo, ma se proprio non si vuole rinunciare al cuscino, allora va posizionato sotto la spalla del lato verso cui ci si volta. Se invece si dorme a pancia in su, chi ha una colonna più dritta dovrebbe usare un cuscino sottile, mentre chi ha un’ipercifosi ha bisogno di uno più alto: l’ideale è farsi consigliare da un professionista». Cofano, infine, chiarisce il ruolo della respirazione corretta: «Chi ha una respirazione superficiale tende a compensare con il collo, aumentando la tensione. Imparare a respirare profondamente con il diaframma può aiutare a rilassare la cervicale».
L’osteopatia può essere un valido aiuto per chi soffre di dolore cervicale cronico. «A differenza di un massaggio tradizionale, che agisce solo sui sintomi, ad esempio, le manipolazioni osteopatiche non si concentrano solo sul collo, ma anche sul diaframma e sulla mobilità delle scapole, che sono strettamente collegate alla cervicale. Se le scapole non si muovono bene, il collo deve compensare, aumentando la tensione», spiega Cofano. Ma quante sedute servono per vedere dei miglioramenti? «Non esiste una risposta univoca, dipende dalla persona e dallo stile di vita. Spesso è utile fare trattamenti di mantenimento per prevenire le ricadute». Infine, quando è il momento di rivolgersi a un osteopata? «Se il dolore persiste per giorni, si ripresenta frequentemente o limita i movimenti quotidiani, è bene consultare un professionista per evitare che il problema si cronicizzi. Una valutazione iniziale – spiega il nostro esperto – permette di capire se è necessaria una terapia specifica o ulteriori approfondimenti medici». Insomma, prendersi cura della propria postura e adottare abitudini corrette è il primo passo per ridurre la tensione cervicale e migliorare il benessere quotidiano: piccoli cambiamenti, grandi benefici!
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