Miranda Priestly è tornata: Meryl Streep accende “Il Diavolo veste Prada 2”
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Con Il Diavolo veste Prada 2 torna Miranda Priestly e con lei l’iconica Meryl Streep: viaggio tra carriera, insicurezze e vita privata della più grande attrice di Hollywood.
Il ritorno de Il Diavolo Veste Prada non è soltanto un evento cinematografico, un’operazione nostalgia che va tanto di moda di questi tempi. È un piccolo terremoto culturale. È il ritorno di un’icona che ha ridefinito il concetto stesso di potere al femminile sul grande schermo. Quando rivedremo Miranda Priestly attraversare la redazione di Runway con passo misurato e sguardo tagliente, rivedremo soprattutto Meryl Streep, capace come poche di trasformare ogni personaggio in qualcosa di vivo, tridimensionale, indimenticabile. Meryl Streep, che ancora una volta domina la scena con una presenza che sembra fatta di ghiaccio e fuoco insieme. Il sequel, in uscita in questi giorni, riunisce il cast storico e rilancia la storia verso nuove dinamiche, tra potere, ambizione e cambiamento. Ma dietro quell’algida perfezione che ha reso Miranda un’icona, c’è una donna molto diversa: ironica, vulnerabile; una donna che ha sempre rifiutato l’idea di essere “irraggiungibile”, preferendo restare profondamente, ostinatamente umana. Ed è proprio lì che vale la pena guardare.
Nei panni di Miranda Priestly, Meryl Streep è leggenda.
L’infanzia: una ragazza “normale” che non si sentiva speciale
Nata nel 1949 nel New Jersey, Meryl Streep cresce lontana dai riflettori, in una famiglia borghese dove la madre, Mary, è la prima a insegnarle una cosa fondamentale: credere in se stessa. «Mia madre mi diceva sempre: “puoi fare qualunque cosa ti metti in testa”», ha raccontato in diverse interviste. E questa è una chiave di lettura fondamentale: Streep non è mai stata una bambina prodigio nel senso classico, piuttosto una ragazza curiosa, determinata, con una forte disciplina. «Mia madre mi ha insegnato a non avere paura di esprimermi. Era convinta che avessi qualcosa da dire, e questo mi ha dato una forza enorme», ha ammesso. Eppure, per anni, lei stessa non si è percepita come straordinaria. “Non pensavo di essere speciale”, ha ammesso. È un dettaglio importante, perché spiega molto del suo approccio al lavoro: niente divismo, solo studio e dedizione.
Gli esordi: talento sì, ma senza scorciatoie
Dopo la formazione a Yale, arriva il teatro, poi il cinema negli anni ’70. Il primo successo importante è con Il cacciatore, seguito da Kramer contro Kramer, che le vale il primo Oscar. Ma anche sul successo, Streep ha le idee chiare. In un’intervista al The New York Times, Streep ha dichiarato: «Non ho mai pensato alla carriera come a una scalata. Non ho mai avuto un piano preciso. Volevo solo lavorare e lavorare bene. Il resto è arrivato da sé». In effetti, con gli anni ’80 e ’90 arriva la consacrazione e, con il successo, anche il peso di essere “la migliore”. Film come La scelta di Sophie e La mia Africa ne hanno segnato la carriera fino a diventare “la più grande attrice vivente”. Un’etichetta che però non ha mai amato. «Ogni volta che qualcuno dice che sei la migliore, ti senti come se dovessi dimostrarlo ogni giorno. È paralizzante», ha confessato. Perché dietro l’immagine impeccabile, c’è una donna che ha sempre avuto paura di non essere all’altezza.
E qui emerge il tratto più umano: il dubbio. Streep non è sicurezza granitica, ma continua ricerca. Questa fragilità convive con una disciplina ferrea. Per preparare i suoi ruoli, studia accenti, gesti, dettagli psicologici con un rigore quasi scientifico. Ma il suo approccio non è mai freddo. «Recitare è un atto di empatia – ha spiegato – Devi trovare dentro di te qualcosa che appartiene anche all’altro. Non è imitazione, è comprensione». È forse questa la chiave del suo talento: non trasformarsi nei personaggi, ma riconoscerli dentro di sé.
Umiltà, rigore intellettuale e una spiccata autoironia.
La vita privata: la scelta controcorrente
Nel pieno della fama, Meryl Streep fa una scelta che oggi appare rivoluzionaria rispetto allo star system. Il matrimonio con lo scultore Don Gummer (nell’ottobre del 2023, la coppia ha annunciato la separazione dopo 45 anni di matrimonio), i quattro figli, una quotidianità lontana dagli eccessi: tutto contribuisce a costruire un’immagine di equilibrio raro a Hollywood. Streep ha dichiarato: «Non sono interessata alla fama in quanto tale. Mi interessa avere una vita piena, reale. Il lavoro è solo una parte». Una posizione che spiega anche la sua selettività nei ruoli e la capacità di sparire tra un progetto e l’altro. E poi c’è l’ironia, spesso sottovalutata. Chi la conosce racconta una donna molto diversa da Miranda Priestly e chi ha lavorato con lei racconta di un clima leggero, quasi giocoso sul set dove ride, improvvisa, alleggerisce. Anne Hathaway, sua co-protagonista ne Il diavolo veste Prada, ha ricordato: «Ero terrorizzata all’idea di incontrarla, e invece è stata calorosa, spiritosa, incredibilmente generosa». La stessa Meryl ha smentito più volte l’immagine austera che la accompagna: «La gente pensa che io sia molto seria», ha detto alla BBC. «In realtà sono piuttosto sciocca. Mi piace ridere, e spesso sul set sono la prima a rompere la tensione». Tensione che lei stessa, nonostante la carriera straordinaria, non nasconde di aver provato tornando nei panni della glaciale direttrice di Runway. Ha infatti confessato: «Ero nervosa. Non importa quanti film fai, quando torni in un personaggio così amato senti il peso delle aspettative». E questo restituisce un’immagine lontana dalla sicurezza assoluta: Meryl Streep non è la diva intoccabile, ma un’attrice ancora capace di emozionarsi.
Curiosità
- Non si chiama Meryl, ma Mary Louise Streep. Il nome Meryl fu un soprannome dato dal padre.
- Ama molto il nostro Paese e possiede una casa in Puglia, precisamente a Tricase, in provincia di Lecce.
- Dopo le riprese de Il Diavolo Veste Prada, ha donato in beneficenza tutti i vestiti di scena.
- Ha rivelato che il suo sandwich preferito è il pastrami su pane di segale, un classico dei diner newyorkesi.
- Adora cucinare la pasta, che definisce “facile” e versatile.
- Ama molto lavorare a maglia e ha confessato di aver sferruzzato gran parte del tempo sul set del film Il dubbio. Apprezza anche il giardinaggio e la lettura.
- Molto attenta all’ambiente, è una sostenitrice del cibo biologico e sostenibile da oltre dieci anni.
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