Dalla roccia al cielo: viaggio in Basilicata tra Matera e borghi verticali
In questo articolo
Un itinerario in Basilicata tra Matera, Potenza e i borghi delle Dolomiti Lucane: paesaggi scolpiti nella roccia, tradizioni autentiche e sapori iconici come il peperone crusco
Quella che ti porti via dalla Basilicata, quando torni a casa, è una sensazione familiare, quasi intima: come se stessi rientrando dopo aver fatto visita a dei parenti lontani. Una famiglia allargata che abita tra montagne, città, mare e Sassi, e che sa accoglierti con un calore autentico. Al di là della bellezza dei luoghi, ciò che davvero ti resta dentro è questo: una gentilezza spontanea, mai costruita. È come se la natura, così fitta e potente, e una certa posizione appartata abbiano custodito nel tempo ciò che di più prezioso le persone possono offrire: l’umanità. Qui si respira un senso profondo di comunità, fatto di relazioni vere, di aiuto reciproco e di attenzione per le cose semplici. L’accoglienza, in Basilicata, non è mai solo un servizio: è un modo naturale di stare al mondo. Per questo, quando parti alla scoperta della Lucania, porta con te uno sguardo aperto, voglia di ascoltare e zero pregiudizi. Scoprirai che i lucani sono esattamente come sembrano: autentici. Noi ti accompagniamo in un viaggio tra borghi e città dove il tempo sembra essersi fermato e la natura detta ancora il ritmo. Una terra fatta di artigianato, sapori sinceri, paesi incastonati nella roccia e città che custodiscono piccoli grandi tesori. E ovunque, un protagonista immancabile: il peperone crusco, presenza costante che qui sostituisce il prezzemolo… è letteralmente ovunque!
Potenza, la città delle scale
Il tuo itinerario può iniziare da Potenza, il capoluogo più alto d’Italia. A 819 metri sul livello del mare, questa città sorprende per i suoi scorci e per la sua atmosfera fresca anche nei mesi più caldi. Il centro storico, arroccato su un colle, è il cuore di una città che si è sviluppata in verticale, fatta di salite, discese e infinite scalinate: non a caso viene chiamata “Città delle scale”. Tra queste, spiccano le lunghe scale mobili che attraversano Potenza collegando i diversi quartieri: una vera e propria metropolitana verticale che ti permette di muoverti comodamente senza auto. Un sistema unico, che unisce praticità e identità urbana. Passeggiando nel centro storico arrivi in piazza Mario Pagano, il salotto della città, dove convivono eleganza e storia. Qui si affaccia il Teatro Francesco Stabile, gioiello ottocentesco ispirato al San Carlo di Napoli. All’interno puoi ammirare decorazioni originali e ambienti suggestivi, come la sala degli specchi. Proseguendo lungo via Pretoria incontri chiese, palazzi storici e racconti che riportano a epoche lontane, tra cui quello legato al balcone di palazzo Giuliani e alle antiche esecuzioni capitali. Poco più avanti, la Cattedrale di San Gerardo custodisce secoli di storia, con la sua cripta e le tracce della basilica più antica. Non perdere anche la chiesa di San Michele Arcangelo, interamente in pietra, e alcuni luoghi simbolici come la Torre Guevara e il particolare Palazzo Reale, sottile e slanciato. Fuori dal centro, il Ponte Musmeci ti colpisce per la sua architettura unica, ancora più suggestiva al calare della sera.
DOVE MANGIARE a POTENZA:
Palesemente Cibò
Esperienza gastronomica di quelle che non si dimenticano da “Palesemente Cibò”, arredato con mobili degli anni Cinquanta e Sessanta in cui socializzare mentre si degustano i prodotti accuratamente selezionati dei piccoli produttori locali. Da assaggiare alcune tipicità, come il pane cotto (con verdure di campo e peperoni cruschi) e la ciambotta o il panzerotto ripieno di ricotta e salame. L’anima del locale è Peppone Calabrese, volto noto televisivo e conduttore di Linea Verde su Rai 1.
Piazza della Costituzione Italiana 44/45 – tel. 0971 1565502; 393 4374361.
A due passi dalla maestosa cattedrale di San Gerardo, un locale con pietra a vista, gestito da tre donne amiche e imprenditrici (Giusy Caivano, Mary Zirpoli e Rosa Solimeno). Cucina locale rivisitata, specialità a base di peperone crusco.
DOVE DORMIRE a POTENZA:
L’ origine risale ai primi dell’800. Solo sei stanze, di cui due ricavate in una vecchia cantina. L’arredamento è un mix tra pezzi antichi e dal design razionalista.
La Piazzetta Suite
Due camere spaziose, super moderne e di design, a poca distanza dal Museo Archeologico. Fa parte del gruppo Dimore Lucane-residenze d’eccellenza. Ogni camera è dotata di una coffee station, fornita di caffè, cappuccino, tè e tisane. La colazione può essere gustata presso lo storico bar situato accanto all’ingresso, oppure, a richiesta, anche servita in camera.
Piazza dei Martiri Lucani, 3. Tel. 328 609 7335
Nella centrale via Pretoria, un B&B nato dalla passione per i viaggi di Maria Grazia e Claudio. Colazione ai tavoli del caffè affacciato sulla piazza principale.
“Il consiglio è semplice: prenditi il tempo di perderti”
Matera, un viaggio dentro la roccia
A Matera, passato e presente convivono in modo sorprendente. Camminando tra i Sassi ti accorgi di quanto le epoche si siano sovrapposte: dalle cavità preistoriche alle chiese rupestri, fino alle architetture medievali, rinascimentali e barocche. Due elementi raccontano tutto questo meglio di qualsiasi altro: la roccia e l’acqua. Il consiglio è semplice: prenditi il tempo di perderti. Esplora vicoli, scorci e botteghe artigiane, dove sopravvivono tecniche e tradizioni antiche. E se vuoi portare con te un simbolo autentico di questo viaggio, scegli il cuccù in terracotta: un piccolo fischietto a forma di gallo, considerato portafortuna. Il suo canto, simbolicamente, scaccia il buio e richiama la luce, diventando così emblema di protezione e rinascita.
Tra le realtà artigianali da scoprire, vale la pena fermarsi da Midecò, dove Mirella Caruso realizza delicate decorazioni su vetro, ceramica e tessuti. Oppure da Tufa, dove la pietra locale prende forma in piccole sculture uniche, ognuna diversa dall’altra. Nel cuore del Caveoso trovi Il Bottegaccio, laboratorio di artigianato tradizionale dove nascono pupe in terracotta, timbri per il pane e oggetti in cartapesta legati alla cultura popolare. Infine, uno sguardo più contemporaneo lo offre Le4uadre – Urban Poetry, dove la designer Damiana Spoto crea accessori moda utilizzando materiali innovativi come fibra di latte, ortica o pelle di cactus.
Matera è uno di quei luoghi che non si limitano a essere visitati: si vivono, lentamente, passo dopo passo.
DOVE MANGIARE a MATERA:
Il ristorante preferito dai vip. Le specialità seguono il filo della tradizione con un tocco d’estro. Gli antipasti sono serviti in una combinazione chic e in “abbondanza”, in onore al cognome del proprietario, Francesco Abbondanza. Tra i primi, la pasta con il pistacchio di Stigliano.
Via Bruno Buozzi, 11 – Matera – Tel. 0835 334574
Per assaggiare i prodotti tipici locali.
Via XX Settembre, 10. – Tel. 0835331862 – www.pasticceriaschiuma.com
Castelmezzano: il presepe scolpito nella pietra
Come avrai capito, la Basilicata è soprattutto natura: piena, rigogliosa, capace di cambiare forma a ogni curva. Questa volta ti accompagniamo verso un paesaggio che sembra uscito da un presepe. Già mentre ti avvicini a Castelmezzano, la sensazione è chiara: qui tutto è perfettamente in equilibrio, come se l’uomo si fosse limitato a seguire la montagna, senza mai forzarla. Il borgo appare all’improvviso, incastonato nella roccia, compatto e armonioso. Di sera, quando le luci si accendono, l’effetto è quasi irreale. Non stupisce che questo piccolo gioiello delle Piccole Dolomiti Lucane sia inserito tra i borghi più belli d’Italia. Il nome racconta già molto della sua storia: Castrum Mediano, “castello di mezzo”. In epoca medievale rappresentava l’ultima roccaforte di Federico II, al confine con la vicina Pietrapertosa, di cultura araba-saracena. Proprio qui fu costruita una fortezza strategica, utilizzata come punto di osservazione per controllare il territorio circostante.
Passeggiando tra le sue vie, ti accorgi subito che il tempo ha lasciato tracce evidenti: l’impianto medievale è ancora intatto e si intreccia con simboli e richiami legati ai templari, presenti nella storia del borgo. Lo ritrovi nei nomi delle strade, nello stemma comunale e nella particolare devozione mariana che caratterizza tutte le chiese. Tra queste, merita una sosta la Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo, costruita in pietra locale e affacciata sulla panoramica piazza Emilio Caizzo. Da qui lo sguardo si apre sul paesaggio circostante, regalando una delle viste più suggestive della zona. Se visiti Castelmezzano in estate, puoi vivere anche un’esperienza diversa: all’interno dell’antico Castrum Medianum prende vita “La Grande Madre”, uno spettacolo immersivo fatto di luci, suoni e narrazione, pensato per raccontarti l’anima più profonda del borgo.
INDIRIZZI UTILI a CASTELMEZZANO:
Nel cuore di Castelmezzano, l’albergo, sopra il ristorante Al Becco della Civetta, dispone di ventiquattro camere, curatissime, arredate con mobili in arte povera e letti in ferro battuto. Tutte hanno vista sull’incredibile panorama delle Dolomiti Lucane. Si possono acquistare anche prodotti tipici della zona, dalla pasta fatta in casa all’olio.
Per uno spuntino veloce: panini con salumi, tagliere di formaggi e sottoli. Da provare la birra al crusco.
Tra le Dolomiti Lucane si può vivere l’esperienza della cicloturistica con le bici elettriche.
Pietrapertosa, tra mistero e vertigini
A poca distanza da Castelmezzano si trova un altro luogo che sembra sospeso nel tempo: Pietrapertosa, inserito anch’esso tra i borghi più belli d’Italia. È il comune più alto della Basilicata, a 1088 metri di altitudine, e il suo nome deriva da una roccia “forata”, detta in dialetto “pertusa”, che racconta già da sola la particolarità del paesaggio. Il borgo si distingue per le sue forme scolpite nella pietra e per il suo impianto così particolare. Il quartiere dell’Arabata, che da lontano sembra quasi una colata di case aggrappate alla montagna, conserva ancora oggi le tracce della dominazione saracena, insieme ai resti della torre e dell’antico fortilizio. Camminandoci, hai la sensazione di entrare in un luogo sospeso, dove il tempo sembra essersi fermato e tutto invita a immaginare altre epoche e altre vite.
Per ricordare proprio quelle influenze storiche, a metà agosto il borgo si anima con l’evento “Sulle tracce degli arabi”: una giornata in cui il rione si trasforma tra musica, colori, mercatini e degustazioni, fino a ricreare un’atmosfera quasi orientale, tra suggestioni e tradizione. Tra le visite da non perdere c’è anche il Convento di San Francesco, recentemente restaurato, che nel XVI secolo ospitava le sue celle monastiche. Un luogo semplice ma ricco di dettagli, dove ancora oggi si percepisce la vita raccolta dei frati che lo abitavano.
DOVE MANGIARE a PIETRAPERTOSA:
In menù i piatti tipici del territorio, come la carne di maiale proveniente da suini neri allevati allo stato semibrado in piccole aziende agricole e i peperoni cruschi. Particolare attenzione è riservata al Fungo Cardoncello da sempre presente nella cucina lucana. Il fiore all’occhiello è il terrazzo, uno sguardo aperto sulle Dolomiti Lucane.
Vendita di prodotti tipici, tra cui il crusco con il cioccolato. Possibilità di affittare camere, tra cui un appartamento in pieno centro storico, adiacente alla Cappella della Madonna del Rosario.
Il volo dell’angelo
L’esperienza più sorprendente arriva quando guardi tra Pietrapertosa e Castelmezzano: la distanza tra i due borghi non si percorre solo a piedi o in auto… ma anche volando. A collegarli c’è infatti il Volo dell’Angelo, un’esperienza adrenalinica sospesa nel vuoto. Ti ritrovi agganciata a un cavo d’acciaio e lanciata nel paesaggio, a oltre 100 metri di altezza, per un tragitto di circa un chilometro e mezzo che dura poco più di un minuto. Puoi viverlo anche in coppia, lasciandoti attraversare da un mix di adrenalina e meraviglia. Si tratta del primo impianto italiano a moto inerziale e del più lungo d’Europa. I biglietti variano in base alla modalità scelta e la stagione si estende fino a novembre, per permettere a chiunque di vivere questa esperienza unica tra le Dolomiti Lucane.
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