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Fiera del suo passato glorioso, Taranto custodisce un racconto affascinante, intrecciato con tradizioni, eccellenze e bellezze naturali
Taranto è una signora sfrontata. Orgogliosa della sua storia complessa, porta le sue ferite a fior di pelle con un dignitoso sorriso e una bellezza tanto resiliente quanto priva di orpelli: è una che la incontri e subito ti sta simpatica. Ti riceve con il calore tipico del sud e quella “pugliesità” che immediatamente ti fa abbassare le difese: bastano un pasticciotto e un bicchiere di vino (e a Taranto il vino lo sanno fare, te lo assicuriamo noi) per avere la sensazione di essere (tornati) a casa. Una casa dal lusso non ostentato e dal carattere anarchico, con l’affaccio sullo Ionio che regala salsedine nelle narici. La prima cosa che ti accoglie, quando arrivi a Taranto, è il luccichio del mare, un abbraccio blu, che ti avvolge e che ti segue, per tutto il tuo soggiorno: il mare c’è sempre, anche quando non si vede. C’è nello sguardo dell’anziano che pesca davanti al Castello Aragonese perché «esco di casa per svagarmi: mia moglie è malata di Alzheimer e stare qui con la mia canna da pesca mi restituisce un po’ di serenità, mi riporta indietro nel tempo»; c’è sui banchetti del mercato del pesce, lungo le strade costeggiate da ulivi secolari e tra i filari dei vigneti, che in bottiglia restituiscono tutta l’essenza di un territorio benedetto dalla natura. E valorizzato dai tarantini, che questa terra la amano, la difendono e la stanno trasformando in un simbolo di rinascita, resilienza ed eccellenza. Perché qui, le eccellenze si sprecano. Vieni con noi, ti mostriamo Taranto con i nostri occhi.
Un viaggio speciale in Ape calessino o su auto d'epoca
Le testimonianze della storia di questa città sono sotto gli occhi, così come sotto il sole, e ti parlano di dominazioni che si sono succedute, di un passato segnato dall’identità della città come importantissima base navale e dalla scelta di renderla luogo pilota nella riqualificazione industriale del Meridione d’Italia. Se vuoi scoprire Taranto in modo originale e pittoresco, i giri in ape calessino sono un’opzione da non perdere. Questi piccoli veicoli a tre ruote, spesso decorati con colori vivaci e richiami alla tradizione locale, offrono un tour unico attraverso le bellezze della città Vecchia e Nuova. Tra vicoli stretti, piazze storiche e lungomare, il calessino è un modo intimo e affascinante per esplorare ogni angolo di Taranto. Gli autisti, veri conoscitori del territorio, sono ciceroni che raccontano aneddoti e curiosità che rendono il viaggio ancora più coinvolgente. Altro modo per cogliere l’essenza del territorio e restare nel mood del viaggio lento, è quello di guidare tra gli uliveti e nella campagna tarantina, magari raggiungendo qualche bella masseria, a bordo di auto d’epoca. La PAC, Puglia Auto Classica, di Mario Giorgio ha 72 vetture storiche e una sessantina di motocicli per fare un’esperienza d’altri tempi. Si dice che anche la star Madonna sia stata vista sfrecciare sulle loro auto.
Tre è il numero perfetto
Taranto è divisa in tre zone: a sud-est c’è l’ortogonale Borgo Nuovo, parte moderna sorta dopo l’Unità d’Italia e dove si trasferì tutta la nobiltà tarantina, abbandonando il centro storico a partire dal 1868. Qui troverai negozi, caffè, strade dello struscio e l’arioso Lungomare Vittorio Emanuele III con il MArTA – Museo Archeologico Nazionale. A nord c’è la parte industriale, che ha avuto un forte impatto sullo skyline dell’area e sulla città tutta; nel mezzo invece, su un’isola artificiale cui si accede tramite il Ponte di Pietra a ovest e il Ponte Girevole a est, c’è la città Vecchia bagnata da due mari, il Mar Piccolo a nord e il Mar Grande a sud.
Il fascino di Taranto vecchia
Passeggiando per il dedalo di viuzze di Taranto Vecchia, ci si immerge in un’atmosfera sospesa nel tempo. I palazzi antichi raccontano storie di pescatori, nobili e commercianti, mentre il profumo del mare si mescola con quello dei pescherecci che rientrano carichi di cozze e pesce fresco. Costruita su un grande scoglio di carparo, roccia sedimentaria simile al tufo, offre scorci indimenticabili e quella poesia che solo la vita vera sa regalare. Non si può non fare tappa al Castello Aragonese, una delle più imperiose fortificazioni di tutta la Puglia e imponente sentinella della città, modificato più volte nel corso della storia. Su Piazza Castello svettano due monumentali colonne doriche alte 8 metri, vestigia di un tempio greco che testimonia il glorioso passato di Taranto come città della Magna Grecia. Oggi, a far da sentinella ai resti del tempio, restano meravigliosi gatti dall’aspetto mistico e dall’aria sorniona. A metà di via Duomo, che attraversa per intero la Città Vecchia, troverai la Cattedrale di San Cataldo, la più antica di Puglia, una gemma d’arte barocca che custodisce la spiritualità millenaria dei tarantini. All’interno, ogni colonna è diversa dall’altra, bello il vestibolo in marmo con lapislazzuli. Qui si trova l’imperdibile Cappellone di San Cataldo, tripudio di decorazioni policrome a intarsio progettato nel 1631 da Cosimo Panzago. Altri luoghi degni di una visita includono la Chiesa di San Domenico Maggiore, risalente al 1304, con il suo stile gotico che contrasta con gli edifici circostanti, e Palazzo Pantaleo, una residenza storica che offre uno spaccato della vita aristocratica del passato, con elaborati pavimenti in maiolica, soffitti a cassettoni affrescati e l’arredamento tipico della fine del Settecento. Affascinanti gli ipogei che si trovano sotto i palazzi storici e che risalgono alla fondazione di Taranto: si possono visitare. Non puoi dire di aver visto la Città Vecchia, però, se non hai passeggiato tra le banchine di Porto Peschereccio: qui di prima mattina potrai vedere i pescatori all’opera e visitare anche il mercato del pesce all’aperto dove, volendo, potrai assaggiare le cozze crude con una spruzzata di limone.
Arte e cultura: una città che sorprende
Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA) è un gioiello imperdibile, con una collezione straordinaria che racconta la storia della Magna Grecia e testimonia la millenaria importanza della città nel bacino del Mediterraneo come centro vitale di cultura, arte e innovazione. Dai preziosi monili agli affascinanti reperti della vita quotidiana, il MArTA è una finestra aperta sul passato glorioso di Taras (come fu chiamata dagli spartani). Tra i tesori più sorprendenti conservati qui, c’è la Tomba dell’Atleta, un ritrovamento archeologico di eccezionale importanza. Questa tomba, datata V secolo a.C., apparteneva a un giovane atleta greco, seppellito con tutti i suoi trofei e custodisce oggetti straordinari, come unguentari e strumenti ginnici, che testimoniano l’importanza dello sport nell’antica Taranto, aprendo anche una finestra sulla vita quotidiana e sulle tradizioni della città durante il suo periodo di massimo splendore nella Magna Grecia.
Le bellezze di Taranto nuova
Spostandosi nella parte moderna, Taranto non perde il suo fascino: la mappa a scacchiera dal sapore piemontese, i palazzi liberty e il bel corso pedonale via d’Aquino la rendono affascinante. Qui troviamo il Lungomare Vittorio Emanuele III, luogo perfetto per una passeggiata al tramonto con vista sul Mar Grande e per catturare l’anima di questa parte della città: partendo dal Monumento al Marinaio costruito nel 1974, un simbolo di riconoscenza verso i 58 marinai che nella notte tra l’11 e il 12 novembre 1940 persero al vita nel bombardamento britannico, il percorso si snoda con una vista sul Palazzo delle Poste, del 1937, ristrutturato nel dopoguerra, con la sua imponente architettura razionalista; il Palazzo del Governo, inaugurato da Benito Mussolini nel 1934, simbolo dell’amministrazione locale e della storia politica della città (ha una facciata a forma di M e dall’alto ha una forma di B); l’ex Banca d’Italia del 1942, oggi sede delle facoltà di Medicina e Chirurgia e l’ex Casa del Fascio, testimonianza di un’epoca controversa ma rilevante dal punto di vista architettonico. Il Ponte Girevole, inaugurato nel 1887, che collega il Borgo Vecchio alla Città Nuova, è una meraviglia ingegneristica e uno dei simboli più iconici della città: se vuoi assistere a uno spettacolo fuori dal comune, tieni d’occhio il calendario di apertura e chiusura, che permette il passaggio delle navi militari dal Mar Piccolo al Mar Grande (avviene circa una volta al mese). Da questo punto si può ammirare anche l’Arsenale Militare, un imponente complesso che racconta la storia navale di Taranto. Taranto moderna è anche sinonimo di shopping e cultura, con il Teatro Orfeo che ospita spettacoli e concerti di grande richiamo. E se desideri rilassarti all’ombra di alberi secolari, entra nell’oasi verde dei Giardini Peripato.

Le cozze nere tarantine: un tesoro del mare
Taranto è famosa per i suoi mitili, considerati tra i più pregiati al mondo e Presidio Slow Food. Allevate nelle acque salmastre del Mar Piccolo, le cozze nere tarantine vantano un sapore unico, frutto di un ecosistema naturale che le rende inimitabili. Il merito di questa eccellenza risiede nelle condizioni ambientali uniche; il Mar Piccolo è infatti uno specchio d’acqua interno con un ecosistema particolarissimo, creato dalla presenza di 34 sorgenti di acqua dolce provenienti dalle Murge, che cambiano la sapidità del mare e quella delle cozze, rendendole particolarmente dolci. Da assaggiare crude, con una spruzzata di limone, oppure in piatti tradizionali come la “tiella di riso, patate e cozze”. Prova anche i taralli con la cozza.

La Nursery per i delfini: un progetto di amore per il mare
Un’altra eccellenza del luogo è la presenza della prima nursery per delfini in Italia. Questo progetto nasce dalla collaborazione tra enti locali e organizzazioni ambientaliste per la tutela e la cura dei cetacei in difficoltà. Situata nelle acque del Mar Piccolo, la nursery non solo rappresenta un importante centro per la ricerca e la conservazione marina, ma offre anche la possibilità ai visitatori di conoscere da vicino questi splendidi animali attraverso programmi educativi e visite guidate.

La masseria Pizzariello: un angolo di paradiso
Situata tra vigne e ulivi (ottimo anche il loro olio), la Masseria Pizzariello, a pochi chilometri da Taranto, è una dimora storica del ‘600, un luogo dove tradizione e modernità si incontrano. Qui è possibile partecipare a degustazioni guidate, visitare i vigneti (anche a cavallo) e scoprire i segreti della produzione vinicola dei Varvaglione, proprietari della masseria. Si può partecipare anche a eventi come picnic, cene sotto le stelle e serate dedicate alla cultura enogastronomica pugliese. Masseria Pizzariello: Contrada Varvaglione, Leporano.
Il vino di Taranto: un nettare da scoprire
Non c’è brindisi senza un buon vino, e Taranto è maestra anche in questo. Le cantine locali offrono un viaggio nei sapori autentici della Puglia. Dai rossi corposi come il Primitivo di Manduria ai bianchi freschi e profumati, ogni sorso è un omaggio al territorio. E poi ci sono le bollicine, perfette per un brindisi con vista sul mare al tramonto. In questo contesto, la Cantina Varvaglione1921 non è solo una delle più antiche e rinomate della regione, ma anche testimone di una solida storia di famiglia. I Varvaglione, infatti, da quattro generazioni coltivano con amore e passione il sogno di trasformare l’essenza della Puglia in calici d’eccezione. Fiore all’occhiello è il Primitivo di Manduria, un vino corposo e avvolgente che racchiude il calore della terra. Accanto a esso, rossi intensi come il Negroamaro e bianchi freschi e aromatici come il Malvasia Bianca e il Verdeca. Non solo: aprendosi ai nuovi trend del mercato, la cantina ha lanciato anche alcuni vini dealcolati, che permettono di riempire i calici in qualunque momento della giornata, senza dover badare alla quantità.
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