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La celebre cantante conquista nuovamente il palco che la lanciò nel 1993, ma stavolta nelle vesti di co-conduttrice
Stasera salirà sul palco dell’Ariston non solo per cantare, ma per guidare il viaggio: per tutte e cinque le serate del Festival affiancherà Carlo Conti, diventando co-conduttrice di un’edizione che profuma di storia e di ritorno a casa. Per la prima volta in carriera, Laura Pausini non sarà ospite né concorrente, ma padrona di casa accanto al direttore artistico della kermesse che l’ha vista nascere artisticamente. E non è un dettaglio da poco, se si pensa che proprio lì, nel 1993, una ragazza di Solarolo conquistava la sezione Nuove Proposte con “La solitudine”, cambiando per sempre il corso della propria vita.
Da allora, il legame con il Festival non si è mai spezzato. «Sanremo è come il primo amore, non lo dimentichi mai», ha raccontato più volte. Oggi quell’amore si rinnova in una veste nuova, carica di responsabilità e di emozione. Lei stessa ha definito Sanremo «il mio destino», «la mia tentazione» e «la mia paura», parole che restituiscono la misura di quanto quel palco continui a metterla alla prova, anche dopo trent’anni di carriera internazionale.
Talento genuino
La musica, del resto, è entrata nella sua vita molto prima delle luci dell’Ariston. Figlia di Fabrizio, pianista e cantante nei piano bar, Laura ha imparato il mestiere tra i locali della Romagna. «Dagli 8 ai 18 anni ho fatto pianobar in Romagna, montavamo e smontavamo il palco e lui mi dava delle regole». Disciplina, rispetto per il pubblico, rigore: la gavetta è stata la sua prima scuola. Eppure, confessa, la fama non era nei suoi sogni. «Non ho mai sognato di essere famosa, volevo avere un figlio e fare l’architetto». Prima del successo frequentava il Liceo Artistico di Faenza, coltivando l’amore per la ceramica e il design. Un destino alternativo che ha immaginato anche nel docufilm Laura Pausini – Piacere di conoscerti, uscito su Prime Video nel 2022 nel quale si racconta in una vita parallela, lontana dai riflettori.
Il trionfo sanremese l’ha invece proiettata nel mondo. Il primo album omonimo ha scalato le classifiche in Spagna, aprendo la strada a una carriera che l’ha resa una delle artiste italiane più riconosciute a livello globale, capace di cantare in più lingue e di conquistare premi prestigiosi. Oltre 75 milioni di dischi venduti, un Grammy Award, tournée internazionali: numeri che non le hanno mai fatto perdere il senso della misura. «Il favore del pubblico te lo devi guadagnare ogni volta», ripete, spiegando di non voler mai smettere di emozionarsi. «Se smetto di emozionarmi, smetto di cantare».
“ sanremo è come il primo amore: non lo dimentichi ”
A Sanremo, nel nome di Pippo Baudo
La strada verso l’affermazione internazionale non è stata però priva di ostacoli: come ha ricordato in un’intervista, non sempre si sente all’altezza del proprio percorso, pur riconoscendo il privilegio di poter «vivere del mio sogno, cosa che non avrei mai immaginato».
Quanto alle emozioni, quelle non mancano mai e quelle che proverà stasera sono davvero fortissime. La presenza a Sanremo da stasera e per tutte e cinque le serate non è una presenza come le altre, ma un ritorno carico di significati sul palco che le ha cambiato il destino. La proposta di condurre l’ha colta di sorpresa, ma anche profondamente emozionata: «Quando mi è stato chiesto di farlo, è stato emozionante. Solo tu mi hai convinto ad accettare di condurre il Festival», ha detto rivolgendosi in conferenza stampa a Carlo Conti, presentatore e direttore artistico, «tu e la tua calma, la serenità che mi trasmetti». Prima di sciogliere la riserva, però, ha cercato un ultimo segnale in chi, per lei, è stato un faro fin dall’inizio, Pippo Baudo: «“Sono un po’ indecisa, spero di essere pronta” gli ho detto. E lui: “Stai ancora aspettando? Sei pronta da tempo”». Parole che oggi sente ancora accanto a sé: «Ora sono in mezzo a queste due persone, Pippo lo sento qui, non mi sento impaurita come in passato perché è come se ci fosse». Una scelta maturata nel tempo, perché l’invito era arrivato già quindici anni fa: «Mi sono preparata. La prima volta che mi hanno chiesto di condurlo è stata quindici anni fa. Ho anche conosciuto tanti modi di presentare… È piacevole perché davanti a me ho gli italiani. Spero tantissimo che dal Festival di quest’anno emerga una donna».
L’altra faccia della popolarità
Dietro la voce potente e l’immagine della diva c’è però una donna che ha conosciuto fragilità e paure. Ha scelto di allontanarsi dai social nella vita privata, relegandoli solo alla sfera professionale, poichè li ha definiti «luoghi di odio e rabbia». Se n’è allontanata per proteggere la propria serenità. Anche in amore non ha mai nascosto le difficoltà, ma ha sempre rivendicato la libertà di crescere attraverso le esperienze: «Ho sofferto come tutti, ma non rinnego niente. Ogni amore mi ha insegnato qualcosa», ha ammesso. Oggi accanto a lei c’è Paolo Carta, compagno di vita e di lavoro, con cui ha costruito un equilibrio solido. «Con lui non devo spiegare chi sono, lo sa già». E al centro di tutto resta la figlia Paola, nata nel 2013, che le ha cambiato prospettiva, aiutandola anche a superare alcune paure: «La solitudine è stata la parola chiave della mia vita… mia figlia invece la cerca, e a volte la sua indipendenza mi atterrisce».
Radici e amicizie
Le radici romagnole continuano a essere il suo punto fermo. Dalla famiglia ha imparato sincerità e umiltà, valori che rivendica anche oggi, tra una tournée mondiale e una passeggiata anonima al Parque del Retiro di Madrid. E se è vero che il peso di una carriera non si calcola soltanto in classifiche e riconoscimenti, ma anche nelle relazioni costruite lungo il cammino, allora Laura può dire di aver seminato bene. Tra i rapporti più solidi c’è quello con Biagio Antonacci, complice artistico e amico di lunga data, e l’affetto sincero che la lega a Paola Cortellesi. Centrale, nella sua storia, è stato anche Pippo Baudo, il conduttore che la volle a Sanremo nel 1993 intuendone il talento: alla sua scomparsa, Pausini lo ha ricordato con gratitudine profonda, chiamandolo «il mio secondo padre». E poi c’è il cerchio più intimo, quello che la riporta sempre a casa: le “The Sincronette”, nome ironico con cui definisce il gruppo di amiche di Solarolo con cui è cresciuta. Un’amicizia che resiste al tempo e alla distanza, rifugio di normalità in mezzo a una vita sotto i riflettori.
Curiosità
- Laura Pausini è nata il 16 maggio 1974 a Faenza sotto il segno del Toro ed è cresciuta a Solarolo, in Romagna.
Nel 2025 ha ricevuto il prestigioso premio Icona ai Billboard Latin Music Awards, e ha dedicato il riconoscimento alla sua famiglia, al suo team e ai suoi fan.
Quando non è in tour, ama svegliarsi tardi.
Ha aperto un museo in quella che è stata la sua casa d’infanzia a Solarolo. Si tratta di una vera e propria esposizione dei suoi 30 anni di carriera che permette di vedere gli abiti iconici (incluso quello di Sanremo ‘93), i numerosissimi premi (Grammy, Golden Globe, Telegatti), dischi d’oro e di platino, e i regali ricevuti dai fan di tutto il mondo.
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