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Isole Vergini Britanniche: il lusso selvaggio dei Caraibi
Viaggi

Isole Vergini Britanniche: il lusso selvaggio dei Caraibi

Silvia Santori
Silvia Santori
19 Febbraio 2026

In questo articolo

  • BVI: "la terra che il tempo ha dimenticato"
  • Tortola: la porta di ingresso per il paradiso
    • Luoghi da visitare a Tortola:
  • Virgin Gorda: la “Vergine Formosa”
  • Anegada: tra fenicotteri e aragoste
  • Conch Shell Mounds: le colline di conchiglie
    • Il festival dell’Aragosta val bene una visita!
    • Invito a tavola: cosa mangiare alle Isole Vergini britanniche

Lo straordinario arcipelago caraibico è la destinazione perfetta per gli amanti della vela, del relax e della natura lussureggiante

Brewers Bay
Brewers Bay

Partiamo da un presupposto: noi il Paradiso, quello vero, non l’abbiamo ancora visto. In compenso, abbiamo un’immaginazione piuttosto fervida e uno spiccato fiuto per la bellezza. E l’Eden ce lo raffiguriamo con determinate caratteristiche che molto risuonano con i luoghi dove ti portiamo questa volta. Hai mai sentito parlare delle Isole Vergini Britanniche? Territorio d’Oltremare del Regno Unito, sono piccoli gioielli tropicali (più di 60, oltre a isolotti e qualche scoglio a fior d’acqua) di origine vulcanica che brillano, incastonati tra il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico a est di Porto Rico, circondati da colorata barriera corallina e abitati da una natura tanto lussureggiante quanto incontaminata. Lontane dalle rotte del turismo di massa, le BVI (British Virgin Islands, in inglese), sono tuttavia leggendarie a livello mondiale per le acque cristalline che bagnano iconiche spiagge di sabbia bianca e fina, dove non è difficile imbattersi in placide tartarughe giganti, delfini giocosi e razze che fluttuano indisturbate in un acquario a cielo aperto, in perfetto equilibrio con una natura che qui non chiede permesso. E che domina la scena, togliendo il fiato. Ma anche i pensieri. Restituendo il giusto peso alle cose.

BVI: "la terra che il tempo ha dimenticato"

Sarebbe un errore pensare che visitare le Isole Vergini Britanniche equivalga a entrare dentro una statica cartolina, dove le giornate si susseguono tutte (meravigliosamente) uguali, tra sole, mare, tramonti dorati da film e relax all’ombra di palme secolari.

È infatti l’avventura il primo souvenir che riporterai a casa, quando tornerai da queste isole che vibrano cultura caraibica e che sono note come “la terra che il tempo ha dimenticato”, tanto sono incontaminate. Perfette per chi ama la vela, sono infatti meta ambita di velisti che, specialmente da dicembre ad aprile, navigano alla scoperta delle calette più nascoste e delle spiagge meno battute, facendo il cosiddetto “island hopping”, saltellando tra le isole, tutte piuttosto vicine tra di loro. Non solo barche a vela: le BVI sono anche il paradiso dei catamarani, ottima opzione per solcare la vita di mare che questi luoghi sanno offrire. L’espressione “something for everyone” sembra coniata appositamente per questo arcipelago, dove tutti possono trovare pane per i loro denti o, per restare in tema, un paradiso per i loro desideri. Non solo vela, dicevamo: le Isole Vergini Britanniche sono la destinazione ideale pure per il kite board e il surf.

Ma anche per chi ama lo snorkelling e le immersioni dove l’acqua è più blu ed è possibile ammirare famosi relitti adagiati sul fondo, il colorato reef ed ecosistemi vari e variopinti. La loro storia affascinante e leggendaria, che parla anche di spregiudicati pirati, farà il resto per completare la magia. Ma quali isole visitare? Tortola, Virgin Gorda e Anegada sono le tre principali e più popolate, ognuna con la propria identità unica e un fascino irresistibile.

Tortola: la porta di ingresso per il paradiso

Emancipation Festival
il mercato a road town
Tortola, l’isola principale delle BVI

Tortola è l’animata isola principale, la più grande delle BVI. Estesa per 55,7 chilometri quadrati, è un affascinante mix di storia coloniale britannica e atmosfera caraibica rilassata. L’isola ha una storia che affonda le radici nel periodo delle esplorazioni europee: gli spagnoli furono i primi a perlustrarla nel XV secolo, ma furono gli olandesi a stabilirvi un insediamento nel 1648. Poco dopo, gli inglesi presero il controllo di Tortola, sviluppando un’economia basata sulle piantagioni di canna da zucchero e sulla tratta degli schiavi africani. 

Il fulcro delle festività

Oggi la capitale Road Town è il cuore amministrativo e culturale delle Isole Vergini Britanniche. Qui si trovano ristoranti, negozi, mercati vivaci con personaggi eccentrici e ottimo street food, musei e distillerie di rum che raccontano la storia dell’isola. Passeggiando per le vie della città, potrai ammirare tanti caratteristici edifici di legno e pietra color pastello nel tipico stile gingerbread delle Indie, che ospitano una miscela eclettica di negozi di artigianato locale, boutique di lusso e ristoranti tradizionali. Curiosità interessante: Road Town prende il nome dalle “roadsteads”, le rade sicure per l’ancoraggio delle navi mercantili. Tortola è anche il fulcro delle festività delle BVI. L’Emancipation Festival, ad esempio, celebrato nei giorni che abbracciano le ultime due settimane di luglio e la prima di agosto, commemora la liberazione degli schiavi africani, avvenuta nel 1834 in seguito ad alcune rivolte, con parate, musica calypso e reggae, street food e spettacoli folkloristici. 

Murales a Fahie Hill 2
Murales a Fahie Hill. © Silvia Santori
Murales a Fahie Hill 2
Murales a Fahie Hill. © Silvia Santori
Callwood Rum Distillery
Callwood Rum Distillery. © Silvia Santori
Colorate costruzioni a Road Town
Colorate costruzioni a Road Town. © Silvia Santori

Luoghi da visitare a Tortola:

• Murales a Fahie Hill. Su Ridge Road, quasi in cima alla collina Fahie Hill, si trovano 23 bellissimi pannelli collegati tra loro con dei murales. Un vero museo a cielo aperto, realizzato nel 2001 da Reuben Vanterpool e da un gruppo di artisti. I dipinti raffigurano scene della vita quotidiana di Tortola negli anni Cinquanta del Novecento.

• Fort Burt. Costruito dagli olandesi nel XVII secolo e successivamente ampliato dagli inglesi, offre una vista panoramica sulla baia di Road Town.

• J.R. O’Neal Botanic Gardens. Un angolo di paradiso con piante tropicali, cascate e fiori esotici. I giardini ospitano una preziosa esposizione della flora nativa: un omaggio alla biodiversità delle Isole Vergini Britanniche.

• Callwood Rum Distillery. È una delle distillerie più antiche ancora attive nei Caraibi, dove è possibile assaggiare rum artigianale prodotto a partire dal XVII secolo dalle canne da zucchero con metodi tradizionali. 

• Sage Mountain National Park. Sula vetta più alta delle BVI, questo parco è un’area protetta con sentieri escursionistici che si snodano attraverso la foresta pluviale. Ricca di rarità floreali e faunistiche, offre una vista mozzafiato sulle isole vicine.

• Norman Island. Considerata da molti l’ispirazione per il celebre romanzo L’Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson, Norman Island nei secoli ha rappresentato un rifugio sicuro per numerosi pirati, che approfittavano delle sue insenature nascoste per occultare bottini provenienti dai saccheggi. A rendere la leggenda ancora più affascinante, esiste una prova storica concreta: nel 1750, l’equipaggio del galeone Nuestra Señora de Guadalupe si ammutinò, rubando 55 forzieri pieni di monete d’argento e nascondendoli proprio a Norman Island. Gran parte del tesoro fu successivamente recuperata, ma ancora oggi si racconta che alcuni forzieri siano rimasti sepolti da qualche parte sull’isola, alimentando sogni di avventura e cacce al tesoro.

Birra

Dove mangiare

PUSSERS ROAD TOWN PUB: un pub inglese autentico dove assaggiare specialità locali, come la zuppa di pesce. Sarai conquistata dal legno scuro, le tabelle di pub e l’arredamento nautico.

Hotel dove soggiornare

Dove dormire

WYNDHAM LAMBERT BEACH RESORT: veramente bello. Ha una lunga e ampia spiaggia privata, che comprende la Turtle Beach, dove le testuggini depongono le uova. Il direttore, Vittorio De Felice, è italiano così come la proprietà; italiani anche il panettiere e il pasticcere. Alcune materie prime come farine, olio, passati, vengono dal Belpaese. Consigliatissimo il ristorante per i pasti principali, ottima anche la colazione

CURIOSITÀ

• Nel XVIII secolo l’isola fu un rifugio per i pirati, tra cui il famoso Barbanera.

• L’attore Morgan Freeman possiede una casa qui.

• Il nome “Tortola” deriva dallo spagnolo e significa “tortora”, probabilmente per la presenza di questi uccelli.

• Dovessi sentire di notte, quando cerchi di dormire, un suono ininterrotto che ricorda lontanamente il frinire delle cicale, sappi che l’unico modo per interromperlo è metterti degli efficientissimi tappi per le orecchie! Si tratta infatti delle piccole rane co-qui che in questa zona del mondo sono molto diffuse e che con il buio cantano senza sosta (e anche senza tregua). 

• Ogni anno, la BVI Spring Regatta attira velisti da tutto il mondo per una delle competizioni di vela più importanti dei Caraibi.

Virgin Gorda: la “Vergine Formosa”

La spiaggia di Spring Bay
I massi hanno creato tunnel, grotte e piscine
The Baths National Park

Quest’isola, che segna il confine orientale dell’arcipelago, deve il suo nome a Cristoforo Colombo che, per via della sua particolare forma, sottile alle estremità e più tondeggiante al centro, la battezzò “vergine formosa”. Come tutte le donne in carne, Virgin Gorda è meravigliosa e florida. Ideale per un soggiorno all’insegna del relax e del contatto con la natura, si estende per circa 12 chilometri quadrati, ed è caratterizzata da un’atmosfera intima, grazie a poche ville colorate e resort di alto livello. Imperdibile una visita allo spettacolare Parco Nazionale Devil’s Bay, dove si trova The Baths (cui si arriva attraverso un piccolo percorso di trekking), una delle attrazioni più famose e impressionanti dei Caraibi: la zona balneare, con i suoi monumentali massi di granito è a dir poco scenografica. I massi, che sono tra le formazioni geologiche più antiche al mondo e risalgono a circa 70 milioni di anni fa, sono resti dell’attività vulcanica e, nel corso del tempo, hanno creato un labirinto di piscine naturali balneabili, tunnel, arcate e grotte pittoresche, facendosi strada da Devil’s Bay fino a The Baths. Da qui si arriva poi alla bellissima (e ideale per famiglie!) spiaggia sabbiosa di Spring Bay. Bella anche Savannah Bay. 

Dove mangiare

Dove mangiare

COCOMAYA: si trova vicino all’iconica The Baths. Ambiente very cool e vibrante di energia, praticamente sul mare, dove mangiare cucina fusion asiatica e latina innaffiata da ottimi cocktail.

Dove dormire

Dove dormire

ROSEWOOD LITTLE DIX BAY: un paradiso nel paradiso. Se vuoi aggiungere bellezza alla bellezza, questo magnifico hotel a 5 stelle lusso completerà l’ipnosi operata su di te dalle BVI. Coccole discrete renderanno il tuo soggiorno indimenticabile, dal tuo maggiordomo personale pronto a portarti con la golf car da una parte all’altra del parco e a procurarti tutto ciò di cui hai bisogno, alle diverse opzioni di ristorante (tutti affacciati sul mare, ça va sans dire) dove mangiare squisito cibo locale, alla colazione a base di materie prime ottime, fino alla spa, la palestra, la spiaggia privata e tanto altro. Per i bambini, è possibile anche visitare gli animali da cortile della piccola “fattoria”.

Anegada: tra fenicotteri e aragoste

Anegada: tra fenicotteri e aragoste​

A differenza delle isole vicine, Anegada non è di origine vulcanica: il suo terreno pianeggiante (che si estende per 38 chilometri quadrati) è composto di corallo e pietra calcarea e, già all’approdo, ti fa capire di che sabbia (soffice e bianchissima) è fatta. Benvenuta nel cuore pulsante della natura: qui mangrovie e vaste saline che coprono l’estremità occidentale dell’isola, fanno da sfondo a un’ambientazione unica che ospita fenicotteri e iguane di roccia nel celebre Flamingo Pond. Anegada è anche circondata da suggestive scogliere, grotte sottomarine e antichi relitti di navi. Bellissime le lunghe e ampie spiagge: Keel Point è una delle più apprezzate per gli sport acquatici, mentre Loblolly Bay è ideale per le famiglie. Numerosi e animati sono i bar sulla spiaggia, che offrono ottimi cocktail e musica suonata da bravi dj: tra questi, Big Bamboo e Cow Wreck si trovano nel lato nord, sulla spiaggia di sabbia bianca circondata da una delle barriere coralline a ferro di cavallo più grandi del mondo. Ad Anegada, tra l’altro, potrai visitare il giardino botanico Vanessa L. Faulkner, un ricovero dove vengono salvaguardate le iguana, il bellissimo molo dei pescatori e il Theodolph Faulkner House Museum.

Dove mangiare

Dove mangiare

POTTERS BY THE SEA: se ami il contatto con la natura e la magia della semplicità, questo sarà il posto che più di tutti resterà nel tuo cuore. Prenota un tavolo proprio accanto all’acqua e ordina l’imperdibile specialità del luogo: l’aragosta grigliata servita con il burro. La Luna, le mangrovie che si tuffano nel mare e la natura viva intorno, renderanno questa esperienza una delle più belle mai vissute. Garantito.

dove dormire

Dove dormire

DREAM YATCH: per completare l’immersione nella natura e sperimentare un modo diverso di alloggiare, ti suggeriamo il catamarano. Una compagnia di charter testata e che consigliamo è la Dream Yatch, che naviga non solo alle BVI, ma in diverse mete da sogno del mondo. Offrono svariate formule, dalle più semplici a quelle che includono l’equipaggio di bordo per una full immersion di comfort. Per info: www.dreamyachtcharter.com

Conch Shell Mounds: le colline di conchiglie

Conch Shell Mounds: le colline di conchiglie​

Non puoi dire di aver visto questo incanto, se non sarai andata a bordo di una piccola barca fino al Conch Shell Mounds. Si tratta di un sito incredibile, suggestivo ed ecologicamente significativo dell’area. Situate appena fuori dal sud dell’isola, queste formazioni che sembrano delle mini isolette di conchiglie, sono il risultato di secoli di raccolta di gusci da parte dei pescatori locali. Per generazioni i pescatori hanno raccolto splendide conchiglie, gettandone gli involucri vuoti nell’acqua in luoghi ben definiti (e lontani da dove li avevano raccolti, un trucco per non allertare i loro simili durante la pesca) e con il passare del tempo questi gusci si sono accumulati e stratificati, a formare delle piccole colline. 

Il festival dell’Aragosta val bene una visita!

Aragosta fantasia.

Anegada, che è un angolo di pace e relax, cambia completamente volto una volta l’anno con il famosissimo Lobster Festival, che si svolge a novembre. L’aragosta di Anegada è rinomata e diversa dalle altre e il Festival è un evento culinario unico, che attira visitatori da tutto il mondo. Durante l’evento, i ristoranti, gli stabilimenti e le bancarelle propongono aragoste cucinate in modi diversi: alla griglia, al vapore, in zuppa o condite con spezie caraibiche. I partecipanti possono gustare le specialità locali, accompagnate da musica dal vivo, balli tradizionali e tour guidati dell’isola. 

Invito a tavola: cosa mangiare alle Isole Vergini britanniche

Aragosta fantasia.
Fish & Fungi_4

• Fish & Fungi. È il piatto nazionale delle BVI, composto da pesce locale (lo snapper o il kingfish) servito con una polenta di farina di mais.

• Conch Fritters. Squisite polpette fritte di strombo. 

• Conch Salad. Insalata di strombo, lime e spezie. 

• Grilled Snapper. Pesce fresco alla griglia con spezie locali.

• Aragosta grigliata. Servita con burro fuso.

• Johnny Cakes. Piccoli panini fritti, spesso serviti con burro o miele.

• Pate. Empanadas ripiene di carne o pesce.

• Painkiller. Il cocktail simbolo delle BVI ideato nel Soggy Dollar Bar, sull’isola di Jost Van Dyke, preparato con rum scuro, crema di cocco, succo d’ananas e arancia, con una spolverata di noce moscata.

• Liquore di guava.

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AnegadaBVICaraibiIsole Vergini BritannicheTortolaViaggiVirgin Gorda

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