La Sicilia più bella? Ti aspetta nel Trapanese: il road trip che ti farà innamorare
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Ad agosto isola-ti in uno dei luoghi più magici e ammalianti del nostro Paese: la costa nord occidentale della Sicilia. Noi ti suggeriamo un itinerario fatto di piccole chicche, luoghi incantevoli e tanti consigli per rendere indimenticabile il tuo viaggio e viziare i tuoi sensi!
Hai un paio di settimane di ferie ma non hai ancora deciso dove andare? Nessun problema. Se sei una che non ama organizzarsi in anticipo e che preferisce partire all’avventura, magari salendo in macchina e facendosi “guidare” dall’istinto, noi abbiamo il viaggio che fa per te. Ti proponiamo un itinerario che, più che un percorso, sarà una vera e propria caccia al tesoro alla scoperta di luoghi incantati e sospesi nel tempo, di colori intensi, di sapori conturbanti e di gente accogliente e calorosa. Prendi la tua macchina, imbarcati su un traghetto e fai rotta su Palermo. Se invece preferisci l’aereo, atterra nel capoluogo siciliano oppure a Trapani e, direttamente all’aeroporto, affitta un’automobile: la tua avventura on the road è già iniziata!
La provincia di Trapani
Tutta la Sicilia è regno di incanto: ciascuno dei suoi tre angoli, infatti, racchiude storia, arte e cultura. E trovare un posto più bello rispetto a un altro risulta davvero difficile. La zona che si estende nella provincia di Trapani, siamo sicuri, saprà stupirti e conquistarti perché è un vero e proprio scrigno ricco di paesaggi molto diversi tra di loro, ma anche di specificità culinarie e culturali. E poi è bagnata da un mare ricco di pesce e talmente azzurro da accecare. Per millenni questa costa è stata meta di invasori stranieri: fenici, greci e normanni hanno lasciato tracce del loro passaggio nell’architettura, ma anche nella cultura locale, che è quindi la risultante affascinante di tante commistioni. Dopo essere arrivata in terra sicula e aver fatto il pieno alla tua macchina, dirigiti dunque verso Mazara Del Vallo lungo la A29. Sarà da qui che inizierai a scoprire questa parte della Trinacria e che, lentamente, risalirai verso nord.
Mazara Del Vallo
Il carattere di Mazara Del Vallo si percepisce subito, non appena si accede al cuore pulsante della città. Un dedalo di viuzze intricate tra cui spuntano chiese, palazzi barocchi ed edifici normanni, infatti, compongono il quartiere vecchio e gli conferiscono il carattere di una casbah nordafricana (è così, infatti, che è stata ribattezzato il centro storico). Non a caso Mazara fu una delle più importanti città saracene e, ancora oggi, è popolata da una numerosa comunità di tunisini e maghrebini che lavorano principalmente sui pescherecci locali e che sono perfettamente integrati con il resto della popolazione.
Il Museo del Satiro Danzante
Doverosa una sosta al Museo del Satiro Danzante, che conserva elementi emblematici della cultura mediterranea. Non solo, infatti, potrai ammirare la preziosa statua bronzea del Satiro, che risale all’epoca ellenistica, ma potrai anche vedere da vicino un vero e proprio patrimonio sommerso, recuperato nel Canale di Sicilia, che testimonia la lunga via delle migrazioni e ricorda la nostra identità di Paese affacciato sul Mediterraneo, rotta di scambi, commerci e incontri tra popoli.
Quattro passi nella Casbah
Se è vero che la chiave di lettura di una città va ricercata nel suo centro storico, allora l’identità di Mazara del Vallo è senza dubbio multiculturale e multietnica, caratterizzata da un passato, quello della dominazione musulmana, che si è fatto presente e che rappresenta la base per un futuro di integrazione. Mentre ti perderai tra le strette stradine della Casbah, ti capiterà con ogni probabilità di sentire risuonare il canto del muezzin che si sovrapporrà, magari, al suono delle campane che richiamano alla messa. Islam e cattolicesimo qui convivono, si sovrappongono e si rispettano dando un esempio di civiltà e scambio fecondo. Prima di abbandonare il centro storico, concediti una visita alla piazza centrale della città vecchia su cui si affacciano eleganti palazzi, tra cui la Cattedrale del Santissimo Salvatore, il Seminario dei Chierici e quello Vescovile.
Kitesurf che passione
Se sei un’amante del kitesurf allora ti trovi nel posto giusto. Se invece non sei una kiter ma ti piace osservare le acrobazie di chi pratica questo sport, sei sempre nel posto giusto! Acqua cristallina, dune di sabbia dorata e ampia percentuale di vento: puzziteddu (letteralmente, “piccolo pozzo”), a Campobello di Mazara, è il luogo ideale per svolgere surf, kitesurf e windsurf. Altro spot importante, a soli 5 km da Mazara, è Capo Feto, sito di interesse comunitario caratterizzato da sabbia bianca e sottile e mare cristallino, con sfumature che variano dal verde al celeste. Il fondale, tra l’altro, è basso: se hai con te dei bambini, questo sarà il posto ideale per farli giocare in acqua.
Il gambero rosso di Mazara
Non si può dire che tu sia stata a Mazara se non hai assaggiato il famoso gambero rosso che qui viene pescato in grande quantità. «Di un rosso intenso e brillante che ricorda le sfumature di corallo, questo crostaceo ha carni squisite, succose e compatte, dal sapore unico. Il nostro gambero rosso di Mazara è congelato a bordo: questa tecnica di conservazione è molto apprezzata, poiché permette di conservare intatte le caratteristiche organolettiche del prodotto anche a distanza di mesi dalla pesca e di consumarlo come fresco», ci ha spiegato Riccardo Ingrande dello stabilimento Tavola Blu (Via Domenico Modugno 2), che segue tutte le fasi che precedono la commercializzazione del gambero rosso. Ma anche di quello rosa e viola, dei calamari, delle seppie, dei polpi, dei moscardini, delle mazzancolle.
Marsala
Lascerai Mazara Del Vallo avendo ancora negli occhi il colore del mare, nel cuore la bellezza della multiculturalità e in bocca il sapore dolce del gambero rosso e farai “rotta” verso Marsala. Conosciuta in tutto il mondo per i suoi pregiati vini da dessert, questa è una città molto elegante in cui concedersi una passeggiata in centro tra edifici barocchi e deliziosi locali per l’aperitivo. Non ti perdere la bellissima Chiesa Madre, che si trova a Piazza della Repubblica, oltre che una visita ai principali punti di interesse racchiusi tra Porta Nuova e Porta Garibaldi.

A tavola con un campione
Se sei a Marsala, una tappa obbligata per assaggiare le prelibatezze della zona è, senza dubbio, il ristorante Le Lumie (Contrada Fontanelle, 178 b) dello chef Emanuele Russo, due volte campione del Cous Cous Fest. «Il carattere del mio ristorante è molto legato alla tradizione siciliana – ci ha raccontato Russo - Le ricette sono alleggerite e semplificate, c’è una massima ricerca della materia prima e un uso di prodotto a Km 0». Ma quali sono i prodotti tipici del territorio di Marsala che proprio non puoi lasciarti sfuggire? «Sicuramente gli ortaggi – ci ha assicurato Emanuele – Quindi le melanzane, i pomodori, gli aromi come il basilico, ma anche gli agrumi e, soprattutto, il pesce azzurro. Da provare assolutamente, poi, il gambero rosso di Mazara». Quanto al cous cous, di cui Emanuele Russo è esperto, c’è da sapere che «noi in Italia usiamo esclusivamente semola di grano duro: il nostro è un cous cous lavorato a mano con acqua, sale e olio che, poi, viene cotto al vapore e cucinato con diverse zuppe. Uno dei cous cous che più mi rappresenta è quello al nero di seppia con i ricci di mare». Se poi, una volta tornata a casa, vorrai riassaporare gli aromi della cucina delle Lumie, prova le ricette di Emanuele: ti sembrerà di tornare nel suo incantevole ristorante con vista mozzafiato.
La ricetta: Gambero rosso di Mazara del Vallo con olio extra vergine d'oliva nocellara del Belice
• Sguscia il gambero rosso dalla parte della coda e mettilo in una bowl.
• Aggiungi olio evo nocellara del Belice, sale, prezzemolo, scorza di limone e un goccio di gin.
• Lascia insaporire due minuti e servi con del pane tostato.

Bevici su!
Marsala è la terra del vino per eccellenza. Se hai una predilezione per il nettare di Bacco, ti consigliamo di fare una visita guidata con degustazione alle cantine Florio, Pellegrino e Donnafugata che si trovano lì. Ricordati di prenotare e brinda pure per noi.

Regalati il tramonto più bello della tua vita
Uscendo da Marsala in direzione Trapani sulla litoranea SP21, (Via del Sale), ti imbatterai nel tramonto più bello che tu abbia mai visto. Porta con te la voglia di emozionarti e ricordati: in Sicilia tutto può succedere. Anche di essere stregata dal sole che si congeda. Calcola bene i tempi (ti basterà controllare su internet a che ora ci sarà il tramonto!) e dirigiti verso la Riserva Naturale dello Stagnone, una laguna che comprende le Isole dello Stagnone, tra cui il sito archeologico di Mozia e l’Isola Lunga. Tra mucchi di sale che scintillano e piccoli mulini ormai inattivi, questo luogo dà il meglio di sé quando la luce si fa rossa e gli ultimi raggi di sole giocano con i cristalli di sale concentrati nell’acqua bassa. Regalati un aperitivo da Mamma Caura, luogo privilegiato per ammirare il tramonto più bello.
Il cretto di Burri
A Gibellina Vecchia, a poca distanza da Trapani, da non perdere è il Cretto di Burri, opera creata da Alberto Burri a partire dal 1984 (terminata poi nel 2015) ricoprendo con blocchi di cemento bianco le macerie della città, annientata dal terribile terremoto del 1968. Le fenditure dell’opera ricalcano esattamente le vie del vecchio paese. I momenti migliori per visitarlo sono la mattina presta e la sera al tramonto.
Trapani
Abbandonata la Riserva dello Stagnone prosegui sulla litoranea verso Trapani. Subito dopo le Isole della Laguna, scorgerai le meravigliose Isole Egadi (Levanzo, Favignana e Marettimo), che valgono un viaggio a sé. Salutale e prosegui in direzione della “città delle 100 chiese”. Una volta arrivata in questa accogliente città di porto da cui Pietro d’Aragona partì per la dominazione spagnola della Sicilia, cerca un alloggio nel centro storico. Da lì, infatti, ti sarà facile raggiungere a piedi la maggior parte dei punti di attrazione perdendoti nei vicoli lastricati di pietra chiara, tra botteghe di artigiani, ristoranti che offrono squisita cucina locale e scorci di passato. Da non perdere, il Duomo di origine normanna, il Castello della Colombaia e una visita alla Torre di Ligny, che è uno dei simboli di Trapani e che si affaccia sul mare blu da una passerella che la collega alla terraferma. Vai anche nella parte nuova della città per visitare il complesso dell’Annunziata, che risale al ‘400 e comprende il santuario e il museo principale della città, il Pepoli, testimone del periodo d’oro legato alla produzione di coralli. Se poi ti vuoi regalare una delle granite più famose della Sicilia, allora prendine una pistacchio e mandorla tostata (con panna!) da Colicchia (Via delle Arti 6). Non dimenticare la brioche: l’eccellenza è garantita.
Scopri la polvere di Ritunnu
Se vuoi assaggiare un prodotto tipico e unico, non puoi saltare una tappa nell’Ittiturismo La Tramontana di Natale Amoroso, che si trova non molto distante dalla Torre di Ligny, a Via Carolina 4. «Quando mi chiedono cosa sia un ittiturismo – ci dice Amoroso – io rispondo: “Ha presente un agriturismo? Ecco, l’ittiturismo è l’agriturismo del mare. Ed è svolto da pescatori professionisti che, oltre a fare attività di pesca, ne fanno altre collaterali, all’interno di una struttura che si trova nella loro disponibilità”». Ma che cos’è il Ritunnu? «È un pesce, la Menola, che noi a Trapani chiamiamo Ritunnu – ci ha spiegato Natale – Prima si faceva salato, mettendolo a essiccare al sole, a quel punto diventava una conserva invernale dei nostri avi. Noi non solo lo serviamo come si faceva storicamente: sott’olio, arrostito sul fuocherello, fatto a insalata. Ma ci siamo inventati una polvere che otteniamo grattugiando questo pesce: la usiamo come se fosse una bottarga». La polvere di Ritunnu si può mangiare solo da Natale: prenota un tavolo e assaggia questo sapore di mare. E poi, se vuoi, riproduci a casa tua la ricetta che Amoroso ci ha regalato:
Spaghetti cu ritunnu rattatu
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
- 400 gr di spaghetti
- 3 spicchi d’aglio
- 8 cucchiai d’olio extraverginie d’oliva
- 1/2 kg di pomodorini ciliegini
- 1 ciuffetto di prezzemolo tritato
- 2 bicchierini di vino bianco
- 50 gr di Ritùnnu rattàtu
- Sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE
- Fai soffriggere in una padella l’aglio tagliato a fettine sottili, in olio extra vergine di oliva.
- Quando sarà leggermente dorato aggiungi i pomodorini a spicchi e sfuma il tutto con vino bianco.
- Aggiungi sale, pepe, prezzemolo e 10 gr di ritünnu rattätu.
- Lascia cuocere il sugo per almeno 5 minuti.
- In una pentola, fai bollire acqua abbondante, versa gli spaghetti e aggiungi il sale.
- Scola gli spaghetti al dente e falli mantecare in padella con il sugo.
- Una volta ben mantecati, metti il tutto in un vassoio di portata e aggiungi sopra il ritünnu rattätu e ancora una spolverata di prezzemolo.
- Infine servi in quattro piatti e buon appetito.
Custonaci
Mentre riprenderai il tuo viaggio on the road alla volta di San Vito Lo Capo, prima di passare per il meraviglioso Golfo di Macari, fai una sosta a Custonaci, paesino adagiato sulle pendici del Monte Cofano e ribattezzato “Città internazionale dei marmi”. Da non perdere, per fare il pieno di bellezza, il Santuario Maria Santissima, la Grotta Mangiapane, la Riserva Naturale Orientata Monte Cofano e la meravigliosa Baia di Cornino. Ti mancherà il fiato, ma tu respira. E vai avanti!
La bottarga di tonno
Il tuo viaggio alla scoperta delle prelibatezze del trapanese non è ancora terminato: prima di ripartire da Custonaci, vai a trovare Paolo Gennusa, titolare di Mare Puro (Contrada Pignatello), la più grande azienda produttrice di Bottarga di tonno in Europa. «Non esiste azienda che produca tanta bottarga quanta ne produciamo noi – ci ha assicurato Gennusa, che fa anche vendita al dettaglio – Il nostro stabilimento, poi, è a basso impatto ambientale: io sogno questa realtà da quando ero bambino». Ma che cos’è la bottarga di tonno? «Sono le sacche ovariche del tonno che vengono messe sotto sale e periodicamente massaggiate, fin quando non arrivano a stagionatura. A quel punto si fanno essiccare negli essiccatori fino a che il prodotto non si taglia perfettamente». E qual è la sua specificità? «È un caviale, ma non ha niente a che vedere con gli altri che si trovano sul mercato. La bottarga di tonno è tipica della Sicilia ed è molto più forte di quella di muggine come sapore. Se si sa cucinare, è molto piacevole».
San Vito Lo Capo
Dopo aver percorso una strada che costeggia il mare e che ti regalerà scorci unici, raggiungi San Vito Lo Capo, cittadina rinomata per la sua spiaggia di sabbia. Prima di buttarti in acqua, però, entra nella Chiesa di San Vito, che nell’aspetto ricorda una fortezza. E poi concediti un peccato di gola: assaggia il famoso dolce Caldo Freddo che si trova solo lì. Potrai trovarlo in uno dei baretti che si affacciano sulla spiaggia.
Il cous cous fest
San Vito è famosa per il cous cous di pesce che, ogni anno, viene celebrato con un festival internazionale, a settembre (quest’anno dal 18 al 27). Si tratta di una festa che, oltre a celebrare il piatto portato dagli arabi nei porti trapanesi, si svolge all’insegna dell’integrazione culturale: vi partecipano infatti musicisti e cuochi da ogni parte del mondo. Tra gli eventi più seguiti, la gara di cous cous, i concerti e i seminari di cous cous tenuti dagli chef.
Scopello
Il tuo viaggio all’insegna della meraviglia si conclude con una tappa d’eccellenza: fermati nel piccolo borgo di Scopello e riempiti gli occhi di altra bellezza, prima di ripartire. Costruita intorno a un baglio del ‘700 con alte mura, gli edifici bianchi e le vie lastricate di Scopello ti accecheranno. Recati poi alla tonnara, sulla spiaggia, che ha fatto da sfondo a numerosi film. Lì sorge una baia protetta da faraglioni: indimenticabile.
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