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Costa di Almería: un viaggio tra western, deserti e paradisi nascosti
Viaggi

Costa di Almería: un viaggio tra western, deserti e paradisi nascosti

Silvia Santori
Silvia Santori
19 Febbraio 2026

In questo articolo

  • San José e Cabo de Gata: atmosfera autentica e rilassata
  • Il cuore cinematografico dell’Andalusia: Tabernas e Mini Hollywood
  • Almería città: un gioiello sul mare con un’anima moresca
    • Da non perdere
    • Info

Dalla selvaggia San José al deserto di Tabernas, la Costa di Almería è un angolo d’Andalusia ruvido e sorprendente, dove Sergio Leone ha trovato il suo West e dove oggi convivono natura, cultura gitana e sapori genuini

“Che posto da film!”. Quante volte ti sarà capitato di pensarlo, ammirando un panorama mozzafiato… Ebbene, esiste una zona della Spagna meridionale dove questa esclamazione è stata presa alla lettera. Un nome (autorevole) su tutti? Sergio Leone, che proprio qui ha ambientato alcune delle sue pellicole diventate cult. Se ti diciamo che ci troviamo in Andalusia, è probabile che la mente corra subito a città iconiche come Siviglia, Granada o Córdoba. Ma oggi ti portiamo in un angolo meno battuto di questa regione. Un pezzo d’Andalusia con un’anima tutta sua, diversa, ruvida e affascinante: benvenuta sulla Costa di Almería, lembo di terra che alterna deserto e mare, ciak e cactus, flamenco e musica gitana. Qui il tempo è lento e le esperienze che potrai fare sono innumerevoli. Abbandona gli stereotipi e lasciati sorprendere: si parte da San José, cuore selvaggio del Parco Naturale di Cabo de Gata, e si arriva fino al deserto di Tabernas per approdare alla multietnica Almería, attraversando set western, saline rosate e piatti che sanno di sole, vento e Mediterraneo. 

San José e Cabo de Gata: atmosfera autentica e rilassata

Tramonto a Las Sirenas creek, Parco Naturale Cabo De Gata-Nijar.
Tramonto a Las Sirenas creek, Parco Naturale Cabo De Gata-Nijar.
Un vecchio mulino a Las Negras, Parco Naturale Cabo de Gata-Nijar.
Un vecchio mulino a Las Negras, Parco Naturale Cabo de Gata-Nijar.

Il nostro viaggio inizia a San José, un piccolo e affascinante villaggio di pescatori dove il tempo sembra scorrere più lento, perfetto per chi desidera immergersi in un’atmosfera autentica e rilassata. Da qui parte la scoperta del Parco Naturale di Cabo de Gata-Níjar, una delle aree protette più straordinarie d’Europa e il più grande parco terrestre-marino dell’Andalusia. In questo luogo sospeso la natura regna sovrana: i paesaggi vulcanici si stendono a perdita d’occhio con distese di lava nera e rossa, una costa che si apre in calette segrete e scogliere mozzafiato, mentre una biodiversità ricchissima fa sentire parte di un documentario dal vivo. Quest’area è stata dichiarata Riserva della Biosfera UNESCO nel 1997, grazie alla sua biodiversità unica, con ecosistemi marini e terrestri davvero speciali. Camminare lungo queste spiagge ti farà sentire come in un paesaggio lunare, ma accompagnata dal profumo del mare e dal cinguettio degli uccelli. Tra le gemme nascoste da esplorare, spiccano la selvaggia Playa de los Genoveses, con la sua mezzaluna dorata priva di costruzioni, e la ventosa Playa de Mónsul, resa celebre dalle scene del leggendario Indiana Jones di Steven Spielberg. Non lontano, le saline di Cabo de Gata ospitano fenicotteri rosa che, con un po’ di fortuna, potrai ammirare mentre si riflettono nelle acque cristalline che assumono tinte meravigliose viranti sul rosa, mentre i vicini villaggi bianchi, come Níjar, conquistano con le loro ceramiche colorate e tappeti artigianali. Qui il lusso è quello della semplicità, della natura integra e dell’atmosfera ancora selvaggia, lontana dal turismo di massa, dove lo spirito libero del Mediterraneo vibra autentico.

San José, un piccolo e affascinante villaggio
San José, un piccolo e affascinante villaggio
San José, un piccolo e affascinante villaggio

Ma c’è un’altra faccia, meno nota e decisamente più sorprendente, che si nasconde tra le colline aride appena fuori da San José: è quella di Rodalquilar, borgo minerario sospeso nel tempo, oggi abbandonato ma un tempo pulsante di vita e attività. Nel cuore di questo scenario desertico e quasi irreale si trovava una delle miniere più importanti della Spagna, inaugurata ufficialmente nel 1956 dallo stesso Francisco Franco. Qui non si estraeva solo oro, ma anche alume, un minerale essenziale per fissare i colori nei tessuti, oltre a piombo e argento. Accanto alla miniera, per massimizzare l’efficienza, era stata costruita una moderna fonderia che permetteva di fondere direttamente l’oro estratto, trasformando Rodalquilar in un piccolo polo industriale in mezzo al nulla. Per ospitare i lavoratori e le loro famiglie, sempre sotto l’egida del regime franchista, nacque un intero villaggio, con circa 1.400 abitanti, dotato di ogni servizio necessario. Tuttavia, il sogno dorato durò poco: già dopo una decina d’anni la quantità di oro estraibile si era drasticamente ridotta, passando da 8 a 4 grammi ogni 1000 chili di roccia, segno che il terreno si era impoverito. La resa non era più sufficiente a giustificare l’attività, e così la miniera chiuse i battenti nel 1966. Il silenzio avvolse rapidamente la zona, e le strutture si spensero, lasciando dietro di sé un suggestivo paesaggio di rovine industriali che oggi raccontano una storia di boom e declino. Passeggiare tra le case disabitate e gli impianti minerari di Rodalquilar, è un’esperienza che mescola archeologia industriale, storia e natura che si riprende il suo spazio, con un’atmosfera unica e quasi magica. A Rodalquilar, accanto al villaggio disabitato, si trova un piccolo borgo trasformato in oasi dove vivono artisti e scrittori. L’associazione Rodalquilarte promuove molte iniziative e mostre. Bello, se capiti in ottobre, partecipare a una delle serate a lume di candela che si svolgono qui.

Non lontano dal villaggio si erge la Torre de los Alumbres, costruita nel 1509 per proteggere questa zona, da sempre ricca di minerali, dai frequenti attacchi dei pirati berberi: per lanciare avvertimenti alle altre torri di avvistamento della zona veniva bruciato lo sparto, pianta tipica della macchia mediterranea che qui nasce spontanea e con la quale si facevano segnali di fumo. Questa torre di guardia, alta circa 14 metri e di pianta quadrata, realizzata in pietra calcarea, rappresenta un importante simbolo storico: testimonianza di un passato fatto non solo di industrie e lavoro, ma anche di difesa e strategie militari. La torre si trova lungo il sentiero che conduce alla spiaggia di El Playazo, offrendo oggi un punto panoramico suggestivo immerso in un paesaggio desertico dai colori autunnali.

Non è tutto: all’interno del Parco Naturale di Cabo de Gata si trova anche Los Albaricoques, un piccolo e affascinante villaggio che Sergio Leone scelse per ricreare il paese messicano di Aguas Calientes nel secondo film della trilogia (Per qualche dollaro in più, 1965). Passeggiare tra le sue strade e gli edifici è un vero salto indietro nel tempo, ideale per gli appassionati di cinema e western che vogliono rivivere le atmosfere di quei mitici film e vedere con i propri occhi il luogo dove si è svolta una delle scene più iconiche dei film di Leone, con ben 9 minuti in cui i protagonisti non dicono nemmeno una parola. Un aneddoto? Ci sono diverse teorie sulla motivazione di questo silenzio da record: c’è chi dice che, essendo gli attori pagati a battute, era finito il budget per il film e chi invece sostiene che si sia lasciato parlare Ennio Morricone con la sua impareggiabile musica.

Cortijo del Fraile, Parco Nazionale Cabo de Gata-Nijar.
Cortijo del Fraile, Parco Nazionale Cabo de Gata-Nijar.
Faro del Parco Nazionale Cabo de Gata-Nijar.
Faro del Parco Nazionale Cabo de Gata-Nijar.

A completare questo viaggio nella storia più drammatica e affascinante della zona c’è il Cortijo del Fraile, una grande masseria abbandonata immersa nel paesaggio desertico. Questo luogo è noto per essere stato teatro di un tragico fatto di cronaca nera avvenuto nel 1928, noto come il “delitto passionale del Cortijo del Fraile”, che ha ispirato il celebre dramma Nozze di sangue di Federico García Lorca. Oggi il Cortijo è un sito suggestivo che racconta la vita rurale di un tempo, fra mura cadenti e silenzi profondi, diventando meta di curiosi e appassionati di storia locale, ma anche di fotografi e amanti del mistero. La sua presenza aggiunge un ulteriore strato di fascino e malinconia a un territorio già ricco di contrasti e storie da scoprire.

Imperdibile tappa, anche il Faro de Cabo de Gata: da questo promontorio si aprono panorami mozzafiato sul mare e sulle scogliere. Il tramonto qui è spettacolare.

Il cuore cinematografico dell’Andalusia: Tabernas e Mini Hollywood

Tabernas desert near Almeria,Spain,
Starlights and milky way with lonely tree in dark night in Tabernas desert near Almeria-Spain
TABERNAS DESERT, ALMERIA, SPAIN - September 19, 2014: filming cowboy duel for a western movie. Wild west town set.

Ora lasciamo il mare alle spalle e ci dirigiamo verso l’interno, verso un paesaggio che non ti aspetteresti mai in Europa: il Deserto di Tabernas, l’unico vero deserto del continente, con canyon aridi, pianure spaccate dal sole e silenzi da duello al tramonto. Un set a cielo aperto che ha fatto la storia del cinema. Come dicevamo prima, negli anni ’60 e ’70, questa zona era la “Hollywood europea”. Qui Sergio Leone ha girato capolavori come Il buono, il brutto, il cattivo e Per un pugno di dollari, sfruttando le sue scenografie naturali e l’aria secca che sembrava uscita da El Paso. Ma non solo: dopo di lui innumerevoli sono stati i film e le serie girate qui. 

Potrai imbatterti in differenti tipi di piante, alcune autoctone altre piantate qui dalle produzioni cinematografiche, come palme, eucalipti, ulivi. Anche diversi animali si incontrano: è più facile avvistarli nelle ore fresche della giornata. Nel periodo della Santa Inquisizione Spagnola, il deserto di Tabernas è stato nascondiglio di molti moriscos (islamici) che si rifugiarono in questi luoghi: ne sono testimonianza alcune costruzioni rimaste dall’epoca.

Oggi puoi rivivere quella magia a Mini Hollywood (o Oasys Park): un parco tematico western costruito proprio su uno dei set originali. Potrai assistere a duelli, sfilate di cowboy, spettacoli di cabaret e visitare un piccolo zoo. Perfetto per sentirti Clint Eastwood per un giorno.

Curiosità da cinefili: oltre ai western spaghetti, qui sono stati girati anche Lawrence d’Arabia, Game of Thrones (la scena dell’arena di Meereen è stata registrata all’Alcazaba di Almería!) ed Exodus: Dei e Re di Ridley Scott.

Almería città: un gioiello sul mare con un’anima moresca

Almería città: un gioiello sul mare con un’anima moresca​

Tornando verso la costa, una tappa d’obbligo è Almería città (capitale della provincia di Almería), spesso trascurata ma perfetta per chi cerca autenticità. Il suo centro storico è un affascinante mosaico di stili, dal moresco al gotico, con tracce di archeologia industriale e paesaggi naturalistici di straordinaria bellezza, animato da tapas bar e piazzette dove il tempo sembra rallentare. In ottobre, le stradine si popolano di luci più calde e di un’atmosfera tranquilla, ideale per passeggiare senza fretta.

La città venne fondata nel 955 d.C. da Abd al Rahman I, che avviò la costruzione della sua imponente Alcazaba murata. Durante la rivoluzione industriale, la maggior parte delle antiche mura fu demolita per permettere l’espansione urbana, anche se oggi rimangono circa 500 metri, integrati nel complesso dell’Alcazaba. Nel XIX secolo, Almería conobbe un “boom” grazie all’industria mineraria, soprattutto nelle miniere della Sierra Almagrera, e diventò un importante polo di esportazione nel Mediterraneo. 

Da non perdere

La Alcazaba di Almerí
La Alcazaba di Almerí

La Alcazaba di Almerí: 

Straordinaria fortezza araba, fondata nel 955 e ampliata nei secoli, seconda solo all’Alhambra di Granada per importanza architettonica nelle fortificazioni moresche in Spagna. Le terrazze panoramiche regalano viste spettacolari sulla città e sul porto. Le sue spoglie hanno fatto da sfondo a pellicole come Conan il Barbaro, Wonder Woman e Game of Thrones.

Il Mercado Central:

Perfetto per uno spuntino con jamón ibérico, olive e pesce fresco. Un’esperienza sensoriale tra colori e sapori. Immancabili i gustosissimi pomodori Raf.

La Catedral de la Encarnación: 

Imponente struttura-fortezza edificata alla fine del XV secolo per difendere la città dai pirati. All’interno si ammirano un altare barocco e un coro che – secondo la tradizione – fu salvato durante la guerra civile spagnola dalle suore, che lo nascosero nel convento antistante.

La stazione dei treni storica: 

Costruita tra 1890 e 1893 (operativa dal 1895), è un magnifico esempio di architettura industriale neomudejar, realizzata in pietra, ferro e vetro, impreziosita dai mosaici del 1987; faceva parte del sistema che permetteva di scaricare direttamente i minerali nelle navi del vicino molo Cable Inglés.

Il Cable Inglés, molo ferroviario per i minerali: 

Realizzato in ferro e acciaio (3.800 tonnellate, circa la metà di quelle usate per la Torre Eiffel), collegava la stazione al porto. È considerato uno dei patrimoni più importanti dell’ingegneria industriale in Spagna.

Grand Hotel Almería, anni ’60:  

Il primo hotel ad accogliere celebrità hollywoodiane impegnate nei tournages nel vicino deserto di Tabernas.

MUREC (Museo del Realismo Spagnolo Contemporaneo): 

Nato dal recupero di un vecchio ospedale, espone oggi circa 300 opere del nuovo realismo contemporaneo grazie a un progetto condiviso tra fondazione e amministrazione locale.

Le tapas sono piccoli assaggi tipici della tradizione spagnola, serviti come antipasto o accompagnamento al vino e alla birra.
Le tapas sono piccoli assaggi tipici della tradizione spagnola, serviti come antipasto o accompagnamento al vino e alla birra.
A TAVOLA NELLA COSTA DI ALMERÍA: QUANDO IL PALATO FA FIESTA

L’Andalusia è celebre per la sua cucina, e la provincia di Almería non è da meno. Il mare, il sole e la terra arida hanno generato una tavola ricca e saporita. Le tapas calde e le specialità di stagione rendono ogni pranzo o cena ancora più piacevole.

Info

SPECIALITÀ DA PROVARE:

Tapas gratuite: sì, ad Almería (e provincia) è usanza ricevere una tapa gratis con ogni bevanda (il tinto del verano è d’obbligo qui!). E non stiamo parlando di due olive: si va dalla tortilla alle polpette di pesce, fino ai mini panini con calamari fritti, dalle patate con salsa aioli al calamaro fritto o alla griglia.

GURULLOS CON CONEJO: pasta fatta a mano simile ai chicchi di riso, servita con stufato di coniglio.

Cherigan: una bruschetta calda condita con alioli, tonno, peperoni e molto altro. Ogni bar ha la sua versione.

Pulpito Seco: polpo seccato al sole, simbolo della costa.

Vino del Desierto: prodotto in piccole cantine nel deserto di Tabernas, ha un sapore forte e deciso come il suo territorio.

Olio d’oliva: le condizioni climatiche speciali rendono queste zone luoghi unici per poter produrre il migliore olio d’oliva extra vergine.

INDIRIZZI UTILI:

E-bike: per gli amanti del genere, consigliamo percorsi in e-bike all’interno del Parco Naturale Cabo de Gata (contattando Pedalea Andalucía).

Barca: per tour in barca lungo il litorale ed escursioni in 4×4 con trekking nel parco e nel deserto di Tabernas, puoi rivolgerti a Rolling Almería.

Tags:

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