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Tra sirene, hotel da sogno e tramonti iconici: il fascino irresistibile di Sorrento
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Tra sirene, hotel da sogno e tramonti iconici: il fascino irresistibile di Sorrento

Silvia Santori
Silvia Santori
28 Maggio 2026

In questo articolo

  • 7 spunti per chi visita Sorrento:
  • Il centro storico
  • Le gite nei dintorni
    • Capri
    • Positano

Tra panorami mozzafiato, leggende di sirene e hotel iconici affacciati sul mare, Sorrento conquista con il suo fascino senza tempo. Un viaggio tra storia, cinema, sapori mediterranei e scorci da cartolina nel cuore più elegante della costiera campana.

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“Torna a Surriento”, recitava una canzone napoletana composta nel 1894 e interpretata nel tempo dai più grandi della musica internazionale. Non per niente, Sorrento è conosciuta come la terra delle sirene: quelle che costrinsero Ulisse a farsi legare all’albero maestro della sua nave vivevano proprio in queste acque. E in effetti chiunque passi da questi luoghi viene quasi “incantato” dalla bellezza. Della natura, che qui è assoluta protagonista, offrendo degli scorci struggenti. Ma non solo. Perché Sorrento, più che un luogo da visitare è uno stato d’animo, una filosofia di vita, un modo di guardare alla quotidianità.

Situata al centro del Mar Mediterraneo, questa zona ha il turismo nel sangue: era infatti un posto di villeggiatura già ai tempi dei romani, meta di imperatori e alti funzionari, come Pollio Felice, stretto collaboratore dell’Imperatore Augusto, che si era fatto costruire una bellissima villa a picco sul mare con una piscina naturale alle spalle a Bagni Regina Giovanna. Percorrendo la costa, oltre a essere rapita dal mare blu, dal Vesuvio che appare sullo sfondo e dalle scogliere spettacolari, potrai trovare anche le tracce del periodo saraceno. Fu soprattutto tra il 1000 e il 1200, infatti, che i saraceni tentarono di fare incursione in quest’area. Ne sono testimonianza le torrette di pietra, avamposti che comunicavano tra loro con fumo e specchi di giorno, con il fuoco di notte, quando vedevano arrivare le navi nemiche: un vero e proprio sistema di fortificazione.

Dal punto di vista più recente, il turismo qui prolifera con il Grand Tour: giovani rampolli di famiglie importanti, in genere inglesi e francesi, (tra loro anche Goethe e Dickens) usavano tra il 1700 e il 1800 venire per un tour di mesi nei luoghi più importanti d’Italia, che era reputata la culla dell’arte, delle buone maniere e del buon vivere, erano viaggi formativi per l’aristocrazia mitteleuropea.

Ma veniamo ai giorni nostri: grazie ai trasporti raggiungere la penisola sorrentina è ormai facilissimo. Quindi, cosa fare a Sorrento? Tanto, in realtà. Perché questo posto non è fonte di attrazione solo in estate: anche con il sopraggiungere delle altre stagioni, il territorio offre stimoli per tutti i tuoi sensi.

7 spunti per chi visita Sorrento:

Alla scoperta di Sant’Agnello. Visita Rione Cappuccini di Sant’Agnello, luogo ricco di storia e di vedute. È molto vicino a Sorrento, ma conserva un po’ più di tranquillità.

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Il trekking. La penisola sorrentina si espande da Vico Equense fino a Punta Campanella. Costiera sorrentina e amalfitana sono due lati dello stesso fronte montano. Posti bellissimi da vedere si trovano sulle colline, dove è possibile fare del trekking panoramico. Monte San Costanzo è la vetta più alta di Massa Lubrense, (495 metri sul livello del mare), l’ultimo paesino della costiera sorrentina. Da qui si ha una visione sui due golfi: a sud quello di Salerno, verso nord quello di Napoli con il Vesuvio dietro l’isola di Capri.

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Marina Grande, a Sorrento, ha fatto da sfondo a tanti film che hanno segnato la storia del Cinema.

I luoghi del cinema. Sorrento ha ospitato anche set cinematografici indimenticabili: scene di film di Totò, tra cui Un turco napoletano, sono ambientate in centro e anche ai Bagni della Regina Giovanna. È stato poi girato qui Pane, Amore e… con Sophia Loren e Vittorio De Sica, che hanno recitato sia al porto che a Marina Grande, dove si trova la scalinata su cui si affaccia la casa di Sophia nel film, qui c’è anche un ristorante dedicato alla diva, Donna Sofia. Alcuni ciak legati al mito delle sirene sono stati poi battuti a Regina Giovanna: Vittorio De Sica raggiunge in barca sulla scogliera la Loren, che è una visione. Più recentemente, a Sant’Agnello, a Villa Il Pizzo, ex convento che affaccia direttamente sul mare, è stato ambientato All you need is love con Pierce Brosnan, film di una produzione inglese. Mentre l’Hotel Mediterraneo Sorrento, a Sant’Agnello, è stato teatro di una scena del thriller The boat, girato da una produzione italiana. Una camera dell’albergo a 5 stelle, che ha colpito per i suoi colori e per il design, è stata l’ambientazione del risveglio di due protagonisti del film, due influencer che conducevano una vita bella e patinata. 

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Bagni Regina Giovanna, luogo ricco di storia.

Sulle tracce di Enrico Caruso e di Lucio Dalla. Al Grand Hotel Excelsior Vittoria, al centro della città, c’è ancora, quasi intatta, la suite che ospitò il tenore napoletano Enrico Caruso nel 1921, qconvalescente dopo un intervento al polmone. Fu qui che nacque la celeberrima canzone Caruso, composta da Lucio Dalla, approdato a Sorrento “per caso” per via di un guasto al motore della sua barca, diretta a Capri. Un anno dopo la morte del cantautore bolognese, l’hotel gli ha dedicato una suite identica a quella intitolata al tenore partenopeo.

Le testimonianze antiche. Bagni Regina Giovanna, è un luogo ricco di storia, non valorizzato. È possibile visitare le rovine abbandonate, godere di un tramonto unico e fare uno dei bagni più belli di sempre. 

Torquato Tasso ebbe qui i suoi natali. La piazza centrale di Sorrento è infatti Piazza Tasso che, in un angolo, ne ospita la statua.

Il centro storico

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I vicoli del centro storico, tripudio di colori e profumi.

Delizioso scrigno di tesori artistici e paesaggistici, il centro di Sorrento va percorso a piedi alla ricerca della bottega più adatta ai tuoi gusti e dei monumenti e resti storici più belli. Da non perdere la Villa Comunale, dalla quale si gode di un panorama ineguagliabile e da cui è possibile raggiungere Marina Piccola con un piccolo ascensore (da non confondersi con Marina Grande, che ospita il borgo dei pescatori). A pochi passi da qui, troverai il Chiostro di San Francesco, parte dell’omonima chiesa. Il chiostro ha conservato diverse tracce originarie dell’architettura del trecento, insieme ad altri elementi decorativi aggiunti successivamente. Interessante testimonianza del passato anche il Vallone dei Mulini, un tempo adibito alla macinazione del grano e oggi ricoperto da una fitta vegetazione. Continuando nella tua perlustrazione, troverai il Duomo, la Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo che, dopo diverse ristrutturazioni, presenta oggi una facciata in stile neogotico, mentre l’interno è in stile barocco. Tante le opere d’arte da ammirare qui, compreso il campanile con l’orologio in ceramica del ‘700. Non tralasciare il Sedile Dominova che, da punto di ritrovo della nobiltà della Sorrento occidentale, è diventato sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, nel 1877. Tappa imperdibile, infine, il Museo Correale di Terranova che si compone di tre piani, ventiquattro sale, una biblioteca e un incantevole giardino. E poi, visto che anche il palato vuole la sua soddisfazione e la degustazione dei sapori locali è parte imprescindibile della conoscenza del territorio, c’è un ultimo posto da segnalare nel centro storico, a Piazza S. Antonino: il ristorante Il buco, regno incontrastato dello chef stellato Giuseppe Aversa, meglio conosciuto come Peppe. Non solo tempio del gusto, questo locale, che deve il nome al suo essere in origine una cantina per i vini dei monaci teatini, è anche degno di nota per il suo arredamento ricco di pezzi unici e oggetti di design. 

Le gite nei dintorni

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Capri

Sono tantissime le gite che possono essere fatte nei dintorni, a partire dall’isola più glam che ci sia: Capri. In poche decine di minuti potrai raggiungere in aliscafo i suoi Faraglioni. Ognuno di loro ha un nome, lo sapevi? Il più vicino alla terraferma si chiama Saetta, quello di mezzo Stella e quello più esterno Scopolo. Non si può dire Capri senza dire Grotta Azzurra (che deve la fama all’incredibile blu delle sue acque), nota fin dai tempi dell’Imperatore Tiberio, che fece costruire un passaggio dalla sua villa alla Grotta per farci il bagno. Vi si può entrare solo con piccole barche, sdraiandosi sul fondo. Una volta sbarcata, non perdere una visita al Monte Solaro, da cui potrai ammirare scorci incantevoli, specie diverse di flora e fauna, oltre che i resti del Castello di Barbarossa e l’Eremo di Santa Maria a Cetrella. A Capri, nella punta est, si trova anche Villa Jovis, la villa imponente dedicata a Giove dall’Imperatore Tiberio ed edificata nel I secolo a.C. D’obbligo una sosta a piazza Umberto I, conosciuta come “La Piazzetta”, da cui si dipanano vie paradiso per gli amanti dello shopping di lusso (Via Camerelle in primis), che conducono nel cuore pulsante di Capri, fatto di scorci sui Faraglioni, ville sontuose, la Certosa di San Giacomo e alberghi da sogno. Non ripartire senza aver visto Anacapri, forse la parte più autentica dell’isola, dove troverai la Chiesa di San Michele Arcangelo e la Casa Rossa. 

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Positano

Partendo da Sorrento, sulla parte della costiera amalfitana, potrai fare una splendida esperienza percorrendo la strada panoramica 163, voluta dai Borbone. Da qui vedrai anche l’arcipelago de Li Galli di cui una delle tre isole, il Gallo Lungo, ha la forma di una sirena. Su quest’isola sorge una villa spettacolare, costruita grazie al contributo dell’architetto svizzero Le Corbusier sulle rovine di una villa romana. Percorrendo la 163 si arriva a Positano, divenuta celebre negli anni ’50 grazie a Jacqueline Kennedy che qui amava villeggiare. Fu in quell’epoca che le donne del luogo iniziarono a cucire, da lenzuola di lino ad abiti da vendere ai primi turisti che arrivavano nella zona. A differenza di Capri, a Positano non si trovano le grandi firme, bensì l’artigianato, dai sandali alle ceramiche, dagli abiti a tutto quello che riguarda il limone. Le case sono costruite una dietro l’altra sulla costa a picco sul mare e sono collegate tra loro dalle scale.

C’è una bella storia che circonda il nome di questa cittadina. La leggenda vuole infatti che i saraceni che avevano rubato un’icona meravigliosa a Bisanzio, la portassero in navigazione a bordo con loro: si trattava di una Madonna nera. Una volta arrivati di fronte al mare di Positano si alzò una grande tempesta e i saraceni udirono distintamente una voce che diceva: “Posa! Posa!”, era la voce della Madonna che chiedeva essere lasciata lì. La posarono sulla spiaggia e la tempesta sparì. L’icona si trova oggi dietro l’altare della chiesa di Santa Maria Assunta, principale attrazione del centro storico, grazie anche alla cupola ricoperta di maioliche. Passeggia per Positano, godrai di suggestivi angoli, botteghe artigiane, laboratori di pasticceria. Cosa assaggiare qui? La delizia al limone, naturalmente!

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